Le caratteristiche di una buona friggitrice elettrica

Se stai cercando una guida aggiornata e completa che possa aiutarti a scegliere le friggitrici elettriche più adatte alle tue esigenze tra le offerte elettrodomestici in corso, ecco la guida che ti serve. Prendi in considerazione questi consigli per individuare la friggitrice perfetta in grado di aiutarti a preparare tutti i tuoi cibi fritti preferiti da portare in tavola.

Le friggitrici senza olio sono perfette per chi cerca di consumare meno grassi e prendersi cura della propria salute. Esse riducono fino all’80% i grassi presenti nei pasti, poiché il loro funzionamento è basato sull’aria calda. Se stai cercando una friggitrice che garantisca pasti più sani, le friggitrici senza olio sono perfette per te.

Le friggitrici ad acqua e olio sono prodotti che garantiscono un ottimo risparmio di olio, grazie alla loro zona fredda in cui cadono tutti i residui e che impedisce loro di bruciare. In questo modo potrai usare il tuo olio più a lungo.

Il prezzo delle friggitrici elettriche varia molto a seconda del tipo, della marca, dimensioni ed altri fattori. Ad esempio, le friggitrici ad aria calda (dette anche “friggitrici senza olio”) hanno un prezzo più elevato perché dispongono di una tecnologia migliore. Anche le friggitrici industriali hanno un prezzo più elevato rispetto gli altri tipi di friggitrici elettriche esistenti, a causa delle loro dimensioni e capacità di lavoro.

D’altra parte, le piccole friggitrici hanno un prezzo inferiore per via delle dimensioni ridotte, ma sono comunque elettrodomestici compatti che si adattano a qualsiasi tipo di spazio in cucina. Una buona friggitrice è quella che permette di avere il pieno controllo della frittura sia per il livello di temperatura che per i tempi di cottura, oltre ad essere facile da pulire.

La capacità è inoltre un punto da prendere in grande considerazione quando si pensa a quale friggitrice elettrica acquistare. La capacità di una friggitrice è misurata in litri, e quelle per uso domestico hanno solitamente una capacità che va da uno a cinque litri, il che è più che sufficiente per tutti i cibi fritti in famiglia. In particolare, friggitrici con capacità di 1 litro sono perfette per un massimo di due persone.

La potenza in una friggitrice elettrica è anch’essa molto importante, perché ti permetterà di preparare tutti gli alimenti fritti che desideri nel modo più semplice e veloce possibile, oltre ad avere un tempo di riscaldamento inferiore. La potenza nelle friggitrici è misurata in Watt, e quella consigliata è di minimo 1000 Watt.

Infine, una delle caratteristiche importanti che ogni friggitrice dovrebbero è il controllo del timer e della temperatura, in quanto faciliterà le operazioni e ti permette di avere il controllo perfetto del macchinario.

Anche il Canton Ticino vuole la sua criptovaluta

Il Canton Ticino è in pressing sul Consiglio di Stato per creare il TicinoCoin, la prima moneta digitale con un rapporto uno a uno sul franco svizzero. In pratica una “stable coin” a zero rischi, niente a che vedere con il Bitcoin, soggetto alle forti fluttuazioni delle sue quotazioni.

D’altronde in Svizzera il mondo delle monete alternative è molto vivace. Tra Zugo e Zurigo  è nato l’Ethereum, la seconda criptovaluta più conosciuta dopo il Bitcoin, e nel Cantone di Vaud, quello di Losanna, è diffuso il Leman, una moneta complementare che ha iniziato a utilizzare la tecnologia Blockchain.

Dopo Zurigo, una seconda criptovalley svizzera

Nel 2014 erano già stati ideati e testati i primi Tic, i “bit” svizzeri, raccogliendo negli anni le adesioni della politica e della società locale. Ora un gruppo di stakeholders locali ha chiesto il sostegno del Consiglio di Stato per realizzare una moneta locale complementare basata sulla tecnologia Blockchain. “I segnali di apertura ci sono tutti, siamo ottimisti sul fatto che il Consiglio possa dare il suo patrocinio al progetto”, spiega all’Adnkronos Paolo Pamini, parlamentare del Cantone.

L’idea è quella di fare del Canton Ticino una seconda criptovalley svizzera, per rilanciare l’economia della regione e creare nuovi posti di lavoro. La scommessa è creare una moneta complementare al franco, e al contempo favorire la crescita di un ecosistema digitale.

La BancaStato del Cantone potrebbe emettere la nuova moneta

“Un mese fa – racconta Pamini – io e altri deputati di tutti i partiti abbiamo chiesto al Governo di accettare i pagamenti in Bitcoin per alcune tasse e altri servizi pubblici e la risposta è stata positiva”. Tra l’altro, il Cantone, come gli altri 26 svizzeri, è uno Stato a tutti gli effetti, e ha una banca di sua proprietà, la BancaStato del Cantone. Nell’ipotesi più avanzata “l’istituto cantonale bancario potrebbe non solo fungere da banca depositaria, ma diventare l’emittente stesso di TicinoCoin e sbrigare le pratiche di accettazione dei clienti nell’emissione di nuovi Token”.

“A livello globale c’è molta richiesta per questo genere di stable coin”

Sarebbe la prima volta che uno Stato sovrano, attraverso il suo istituto centrale, emetta una criptovaluta con un controvalore fisso e garantito in una delle principali valute nazionali, il franco svizzero. E poiché il TicinoCoin sarebbe negoziato sugli exchanger internazionali di criptovaluta, il Cantone offrirebbe la possibilità di disporre di una criptovaluta equivalente al franco svizzero.

“A livello globale c’è molta richiesta per questo genere di stable coin, che migliorano la liquidità dei mercati di criptovalute – continua Pamini -. Per questo motivo, è lecito pensare che BancaStato raccoglierebbe sottoscrizioni nell’ordine di svariate decine di milioni di franchi svizzeri”.

Non è escluso che un boom del fintech e delle tecnologie Blockchain nell’area possa avere riflessi anche nel Nord Italia, dove è già alta la concentrazione di imprese innovative rispetto al resto del Paese.

 

Elettronica di consumo, un mercato globale in continua ascesa

Il mercato dell’elettronica di consumo continua a crescere a livello globale. Il 2018 si è chiuso con un incremento delle vendite del 6%, generando un fatturato di circa 138 miliardi di euro. Il trend è stato positivo in tutte regioni del mondo, influenzato da alcuni macro-trend come ad esempio la preferenza dei consumatori sempre più spiccata nei confronti dei dispositivi premium. Oggi infatti i consumatori preferiscono possedere meno dispositivi, ma di qualità superiore e più intuitivi. I produttori possono quindi trarre vantaggio da questo trend, “puntando su prodotti di alta qualità e con caratteristiche premium”, spiega Markus Kick, esperto GfK di Elettronica di consumo. Ancora ampio poi risulta il potenziale di crescita dei dispositivi Smart e degli Assistenti Vocali integrati. E per il 2019 l’istituto di ricerca Gfk prevede una crescita generale del settore di circa il 4%.

Il mercato TV è trainato dai dispositivi di fascia alta e OLED

Con un volume di vendite di oltre 100 miliardi di euro nel 2018, il mercato degli apparecchi televisivi ha rappresentato circa tre quarti del fatturato globale dell’elettronica di consumo. Le vendite sono cresciute del 5% su base annua, grazie soprattutto all’incremento della domanda di dispositivi di fascia alta, con uno schermo grande almeno 50 pollici. Nel 2018, oltre la metà dei ricavi è stato generato da questo segmento premium. Anche gli schermi con tecnologia OLED stanno diventando sempre più popolari, con tassi di crescita superiori al 100%. E con un numero crescente di produttori che si affaccia su questo mercato iniziano a calare anche i prezzi.

Il Bluetooth e la crescita dell’Audio

Il fatturato globale del settore cuffie e auricolari è aumentato di quasi il 40% nel 2018, raggiungendo quota 14 miliardi di euro. Più della metà del valore è stato generato dai dispositivi con tecnologia Bluetooth: le cuffie wireless composte da due auricolari separati sono il modello più richiesto in assoluto, e nel 2018 hanno generato una quota di fatturato superiore alle cuffie con cancellazione attiva del rumore.

Gli altoparlanti portatili con tecnologia Bluetooth invece sono cresciuti del 15%, e anche in questo segmento vincono i modelli premium: i dispositivi con un prezzo superiore ai 150 euro valgono oggi poco meno di un terzo del fatturato totale.

I sistemi audio Smart e Multiroom diventeranno lo standard

Le vendite di dispositivi Multiroom, che consentono di riprodurre brani diversi in stanze diverse sono rallentate leggermente nel corso 2018. In controtendenza, risultano in crescita tutti i modelli Smart, che consentono di ascoltare musica in streaming. Il trend è positivo anche per i dispositivi Smart con assistenti vocali incorporati, che si candidano a diventare nel tempo l’hub per il controllo di tutti gli apparecchi smart presenti in casa.

Google: traduzioni migliori con l’AI. Anche offline

Dopo Microsoft, che recentemente ha aggiunto la capacità di usare i sistemi di AI alla sua app Translator anche offline, ora anche Translate, la app di Google per le traduzioni, ha rilasciato un aggiornamento per dispositivi mobili che migliorerà le traduzioni anche quando l’utente si trovi senza una connessione dati. Con supporto a 59 lingue, incluso l’italiano.

“Siamo in una primavera dell’intelligenza artificiale”, diceva due anni fa John Giannandrea, allora a capo di questo settore di ricerca a Google. Negli ultimi anni infatti sono cresciuti gli strumenti che fanno uso di sistemi di AI per tradurre, ma soprattutto di una sua branca specifica, nota come machine learning, che sviluppa algoritmi in grado di apprendere e migliorare dai dati.

Dalla tecnologia PBMT all’AI

Quando 12 anni fa Google lanciò Translate, disponibile sia su sito che via app, utilizzava una tecnologia nota come PBMT, phrase-based machine translation, la quale spezzava una frase in parole e frasi che venivano tradotte in modo indipendente. Questo dopo aver cercato schemi e pattern statistici su miliardi di combinazioni tratte da traduzioni umane. I risultati non erano sempre egregi, soprattutto se si contava solo su quello strumento per capire esattamente il senso di una frase.

Ma circa tre anni fa le traduzioni sono state rinvigorite da una nuova tecnologia, in concomitanza con la rinascita delle ricerche in intelligenza artificiale, riporta Agi.

La Neural Machine Translation si basa sul deep learning

Da allora Google Traslate ha fatto un balzo in avanti usando una tecnologia, la Neural Machine Translation, NMT, basata sul deep learning (approfondimento profondo, a sua volta una branca del più noto machine learning), alla base di miglioramenti anche in molti altri settori, come il riconoscimento di immagini.

Il deep learning combina reti neurali artificiali, ovvero strati di unità computazionali, che imitano il funzionamento dei neuroni, con grandi quantità di dati. Il risultato è che nel caso delle traduzioni sono le frasi intere a essere considerate e tradotte, invece delle loro singole unità.

Una traduzione più verosimile e “umana”

Per avere una traduzione migliore però, era necessario restare sempre connessi al cloud, ai server dell’azienda. E magari proprio quando più si aveva bisogno della app, non era possibile l’accesso a internet. Se quindi finora la performance di questo genere di servizio dipendeva dalla possibilità di essere connessi alla Rete, ora Google ha trasferito la NMT anche sulla versione offline delle app. Rispetto alla tecnologia usata in precedenza nelle versioni offline, i sistemi neurali usano un contesto più ampio per determinare la traduzione più rilevante, “che poi viene riaggiustata e riorganizzata per suonare più come il parlato di una persona che una grammatica – spiega la produce manager Julie Cattieau sul blog di Google -. Tutto ciò rende i paragrafi e gli articoli tradotti più scorrevoli e facili da leggere”.

Fatturazione a 30 giorni: tariffe internet più care ma non per tutti

Da aprile 2018 è tornata la fatturazione a 30 giorni e 12 mensilità, e secondo l’ultimo osservatorio di SosTariffe.it è questo il momento giusto per recedere, cambiare gestore e attivare una nuova offerta internet. Al fine di mantenere la spesa annua costante rispetto al vecchio regime a 28 giorni i provider infatti hanno annunciato canoni più cari di circa l’8,6% per chi già è cliente. E se si registrano lievi rincari sulle promozioni ADSL e fibra ottica riservate anche ai nuovi clienti, questo avviene solo per le tariffe Plus, ovvero con chiamate illimitate. Diminuiscono invece i costi delle offerte Base, solo internet o internet con chiamate a pagamento.

Il ritorno alla tradizionale fatturazione mensile non ha sortito l’effetto desiderato

Il ritorno alla fatturazione sul mese solare è stato ultimato gradualmente da tutti i gestori entro il 5 aprile 2018. Prima di questo switch tutte le promozioni dedicate ai nuovi clienti erano proposte ancora con canoni rinnovati ogni 4 settimane, ma il ritorno delle tariffe ADSL e fibra ottica alla tradizionale fatturazione mensile non ha, in molti casi, sortito l’effetto desiderato. Insomma, i vantaggi sostanziali non ci sono stati.

Da gennaio 2018 in media il costo nel primo anno delle offerte Base è diminuito del 3,5%

La ricerca di SosTariffe.it ha analizzato i costi annui delle principali tariffe ADSL e fibra proposte dai provider prima del ritorno alla fatturazione mensile (gennaio 2018) e li ha confrontati con quelli attuali. Da gennaio, secondo le rilevazioni di SosTariffe.it, mediamente il costo nel primo anno delle offerte Base è diminuito del 3,5%, mentre quello delle offerte Plus è aumentato del 4,3%.

Un risparmio di soli 43 euro in 3 anni

Prendendo in considerazione un periodo di 3 anni a partire dall’attivazione, invece, il prezzo complessivo per le offerte Base è diminuito, sempre rispetto al periodo precedente al ritorno della fatturazione a 30 giorni, del 4,4%. Decisamente diverso è il discorso per le offerte Plus, per le quali l’aumento registrato è stato del 3,3%.

Libero mercato e libera scelta

Nonostante questa diminuzione si traduca in cifre non molto alte (11 euro nel primo anno di attivazione e 43 in 3 anni) chi ha attivato un’offerta solo internet o con chiamate a pagamento può essere interessato a valutare altre opzioni presenti sul mercato.

Ecco Saturn, il malware estorsore che chiede il riscatto per non uccidere il PC

Sono in arrivo nuovi attacchi informatici che richiedono il riscatto sui computer. I ricercatori del Malware Hunter Team hanno individuato Saturn, un nuovo esemplare di ransomware attivo in-the-wild. Purtroppo il vettore di distribuzione di questo malware non è al momento noto, affermano gli esperti del Cert (Computer Emergency Response Team). Al momento non è chiaro da dove e come si prenda il virus. In ogni caso, la richiesta per liberare il computer dall’infezione è di 300 dollari in Bitcoin, o la funzione di riparazione automatica al riavvio del pc verrà disabilitata, e cancellato il catalogo di backup. In pratica, si può dire che il PC viene fatto morire.

Il malware aggiunge ai nomi dei file cifrati l’estensione .saturn

Una volta lanciato sul computer, avvisa il Cert, “Saturn verifica per prima cosa di non essere in esecuzione all’interno di una macchina virtuale, nel qual caso interrompe il proprio processo”, riporta una notizia Adnkronos.

In seguito Saturn “esegue comandi specifici sul sistema per cancellare le copie shadow di Windows, disabilitare la funzione di riparazione automatica al riavvio ed eliminare il catalogo di backup”. Il malware in questione aggiunge poi ai nomi dei file cifrati l’estensione .saturn. Ad esempio, un file denominato immagine.jpg viene rinominato in immagine.jpg.saturn.

La richiesta di riscatto sotto forma di file, il pagamento sulla rete anonima TOR

Durante la fase di scansione, il virus memorizza in ogni cartella del PC contenente file cifrati i file #DECRYPT_MY_FILES#.html e #DECRYPT_MY_FILES#.txt contenenti la nota di riscatto e un file chiave chiamato #KEY-[id].KEY, in cui [id] è l’identificativo univoco assegnato dal ransomware alla vittima. Quest’ultimo dovrebbe essere utilizzato per accedere al sito per il pagamento del riscatto sulla rete anonima TOR.

Inoltre, Saturn memorizza sul PC lo script #DECRYPT_MY_FILES#.vbs, che fa sì che la macchina infetta “parli” alla vittima mediante una voce sintetica.

300 dollari in Bitcoin per riottenere l’accesso ai file, 600 se si ritarda

Il malware chiede il pagamento di 300 dollari in Bitcoin per riottenere l’accesso ai file cifrati, ma la cifra raddoppia se la vittima non paga entro sette giorni. Il Cert Nazionale raccomanda di non pagare in nessun caso il riscatto richiesto dai cybercriminali, ma al momento “non è disponibile un metodo per decifrare gratuitamente i file presi in ostaggio da questo ransomware”. Gli esperti però stanno analizzando i campioni catturati allo scopo di trovare debolezze nello schema di cifratura, e fortunatamente, la capacità di individuazione di Saturn da parte dei più diffusi antivirus risulta piuttosto elevata. Per prevenire la possibilità di essere vittime della minaccia il Cert mette a disposizione delle linee guida, da consultare su Ransomware: rischi e azioni di prevenzione.

 

Apple punta al mercato degli eBook con una nuova app

La competizione tra giganti del web corre tra le pagine dei libri, o meglio quelle dei libri digitali. Proprio in questi giorni, a breve distanza dallo sbarco degli audiolibri su Google Play Store, Apple ha lanciato il guanto di sfida ad Amazon, indiscusso leader del comparto eBook. Il colosso della mela morsicata, infatti, sta preparando una versione completamente rinnovata della sua applicazione iBooks per iPhone e iPad.

Sarà disponibile entro la fine dell’anno

Stando a quanto anticipa il sito di Bloomberg, la nuova versione dovrebbe essere rilasciata entro la fine dell’anno con un software aggiornato. Ancora, pare che dalla nuova release scomparirà la “i”, diventando solo Books, e che sarà prevista una sezione separata per gli audiolibri. Un altro gossip, sempre stando ai rumors, vuole che la compagnia californiana abbia assunto un ex manager della stessa Amazon, con competenze specifiche sugli audiolibri così da dare ulteriore linfa al progetto. Il team sarebbe al lavoro per creare un’interfaccia utente nuova di zecca, più facile da utilizzare, e un negozio digitale completamente ridisegnato.

Tante le novità dell’App

Come riportano le anticipazioni, l’app introdurrebbe una nuova sezione specifica per i libri che si stanno leggendo in quel momento, chiamata “Reading now” e un’altra dedicata agli audiolibri, che verrebbero così portati in primo piano. “Indiscrezioni in parte confermate da alcuni elementi emersi dalla versione iOS 11.3 del sistema operativo di iPhone e iPad appena rilasciata in versione beta per gli sviluppatori” dice il sito di Bloomberg, come scrive l’agenzia Ansa. Analizzando gli ultimi cinque anni, questo rappresenterà l’aggiornamento maggiore mai effettuato da Apple per il servizio degli eBook. Obiettivo dichiarato dell’operazione, competere con il colosso Amazon, leader del settore.

Competizione aperta dopo lo stop del 2016

Per il gigante di Cupertino si tratta di un’occasione preziosa per rilanciare la gara sul terreno degli eBook col gigante Amazon che ha una buona fetta di mercato grazie ai suoi Kindle e ai tablet Fire. La corsa di Apple subì una battuta d’arresto nel 2016 quando la Corte suprema Usa confermò per l’azienda guidata da Tim Cook la condanna a pagare 450 milioni di dollari per aver concordato con cinque grandi gruppi editoriali pratiche lesive della concorrenza sui prezzi degli eBook. Dopo la condanna, Apple ha concentrato il suo focus aziendale su altri servizi digitali, come Apple Music, Apple Store e la commercializzazione di film. Ma adesso, pare, è il momento di tornare al ghiotto mercato degli eBook.

Linkedin, il decalogo per usarlo bene e trovare lavoro

Linkedin è senza ombra di dubbio il social destinato all’attività professionale. Poche chiacchiere, quindi, e se possibile tanto business. Ma LinkedIn, oltre a creare contatti fra persone potenzialmente interessanti per la propria attività, può essere realmente uno strumento per dare una svolta alla propria vita professionale? Gli esperti di FourStars, agenzia per il lavoro ed ente promotore accreditato dal ministero del Lavoro, dicono di sì. A condizione di seguire con attenzione un preciso decalogo di regole. Se ben applicato, questo prontuario – riportato da AdnKronos – consentirebbe di trovare una nuova occupazione nel 2018.

1 La scelta della foto

L’immagine del profilo dovrebbe essere formale, ma non troppo impostata. Una foto coerente con la propria personalità, senza però scadere nell’eccesso di serietà o nelle foto buffe da social.

2 Occhio al profilo professionale

Per avere successo, il proprio profilo va compilato in modo professionale e soprattutto completo. Linkedin dà indicazioni precise: vanno seguite per inserire i propri dati in maniera dettagliata, con notizie aggiornate e corrette in merito al proprio percorso lavorativo e formativo.

3 Connessioni mirate

Non servono connessioni a “pioggia”. E’ invece utile connettersi con le aziende e le persone che possiedono un profilo professionale interessante o coerente con la propria ricerca. Il consiglio? Cercare un collegamento con tutte le aziende che operano nel proprio settore di riferimento, così da essere aggiornati riguardo le loro attività.

4 Occhio a quello che succede

Controllando le opportunità segnalate nella sezione ‘Lavoro’ si possono scoprire molte offerte di lavoro in linea con i propri interessi, settore, luogo di residenza.

5 I contenuti vanno condivisi

Per farsi notare, pubblicare tanti posto, purché pertinenti, è una buona strategia. Aumentano la visibilità e l’efficacia del profilo, oltre a far sapere quali sono i precisi skills di chi li ha postati.

6 Gruppi di discussione

Conviene scegliere con attenzione i gruppi in cui si parla di argomenti di cui si ha competenza o conoscenza. Grazie alla partecipazione ai gruppi, si può rimanere costantemente aggiornati e incrementare le proprie conoscenze.

7 Quello che non c’è, si crea

Chi è interessato a un argomento specifico, ma non trova un gruppo che ne discuta, può crearne uno e diventarne il protagonista.

8 Conferma competenze, certo che serve

Un obiettivo primario è cercare di ottenere la conferma delle proprie competenze da parte di altri utenti: è fondamentale per migliorare la web reputation.

9 Profilo aggiornato

Per suscitare l’interesse altrui e allargare la rete di contatti professionali, il profilo deve essere aggiornato.

10 Condivisione solo di contenuti interessanti

Con un po’ di lavoro di ricerca, si possono trovare contenuti interessanti da condividere. Chi osserva penserà che chi posta è ben aggiornato e attenti alla propria formazione.

PayPal presenta Money Box, la colletta si fa on line

Avete presente le classiche collette che si fanno tra amici, parenti o colleghi per le spese condivise? Le famigerate raccolte per accumulare i soldi per un regalo comune, per una cena collettiva, per prenotare il campo da calcetto o una vacanza di gruppo? Adesso occuparsi di queste operazioni, che spesso richiedono tempo ed energie, diventa più facile grazie al nuovo servizio di PayPal, denominato Money Box. La raccolta di soldi online sbarca infatti in 16 Paesi, Italia compresa.

Cosa è il sistema MoneyBox

In soldoni – e il termine è quanto mai indicato – Money Box è un fondo di denaro condiviso tra più utenti, appoggiato su un conto PayPal, per gestire spese di vario tipo. Dalla vacanza di gruppo, al regalo per un collega, alle bollette di casa. Per creare questa cassetta digitale è sufficiente essere iscritti al sito: poi basta un click sul pulsante “Crea un Money Box” nella sezione “Invia e richiedi”.

Altra novità è che il servizio si può personalizzare. È possibile ad esempio segnalare il motivo per cui viene effettuata la raccolta, il totale che si desidera raggiungere ed entro quando sarà necessario raccogliere i fondi. Si può aggiungere una foto di copertina e scegliere se rendere pubblici o lasciare privati i nomi dei partecipanti e i singoli importi del contributo.

La “cassa” si condivide con un link

Una volta creata sul sito, la cassa comune si può condividere attraverso un link da scambiarsi via sms, e-mail, Facebook o Twitter. Tutti i contributi sono tracciati e vengono accreditati direttamente sul conto PayPal di chi ha creato la Money Box, che potrà poi impiegare il denaro accumulato a fine raccolta per lo scopo previsto.

I vantaggi della raccolta on line

Oltre a togliere dalle spine il povero “cassiere” di turno, che nel mondo reale deve occuparsi di raccogliere, e spesso addirittura di inseguire, i fondi che servono per la spesa comune, il sistema è anche molto comodo e sicuro. Comodo perché diventa davvero facilissimo spostare la somma richiesta su Money Box, senza nemmeno doversi alzare dalla scrivania o appoggiare il proprio smartphone. Sicuro perché il circuito è quello di PayPal, che nel corso degli anni ha dimostrato – e i numeri di iscritti lo confermano – di essere il sistema preferito per le transazioni e gli acquisti on line. In particolare, risulta apprezzato l’elevato livello di security, grazie a un avanzato sistema di crittografia e alla protezione antifrode.

Le dieci aziende più performanti nell’e-commerce in Italia

 

Casaleggio&Associati ha recentemente pubblicato “E-commerce ranking”, la classifica dei siti di e-commerce più importanti in Italia. Una graduatoria che non ha un reale valore statistico, ma che viene stilata secondo indicatori molto rilevanti per il successo di un sito di vendite online, come il calcolo degli accessi al sito, le citazioni del marchio su vari siti web, il successo dei canali di social network e altri rimandi a portali, forum e blog. La classifica dettaglia le prime 100 posizioni in Italia, riportando alcuni dati numerici molto circostanziati, come i fan dell’azienda presenti su Facebook o i follower su Twitter.

Concentrandoci sulla top ten, al decimo posto dell’E-commerce ranking troviamo Vodafone, unica azienda di telecomunicazioni presente nella top ten, anche se il colosso britannico è ricompreso nella categoria tempo libero. Il nono posto è stato conquistato da Trivago, noto motore di ricerca dedicato agli hotel. Ottavo posto per Zalando, inserito nella categoria moda, mentre al settimo posto torna un’azienda del settore turismo, Expedia. Al sesto posto della classifica E-commerce ranking si piazza Groupon, attiva nel settore dei gruppi d’acquisto (e qui ricompresa nella categoria centri commerciali).

Quinto posto per Freddy (moda), quarto per Trenitalia, inserito nel settore turismo. Sul podio troviamo tre giganti come Booking.com al terzo posto, eBay al secondo posto e Amazon al primo posto, con risultati schiaccianti per i primi due in classifica in termini di accessi: se dal terzo posto in giù nessuna azienda ha superato i 10 milioni di accessi, eBay ha frantumato la barriera dei 50 milioni di accessi e Amazon si è fermata a poco più di 46 milioni di accessi.

Tutto ciò in un contesto in cui l’e-commerce in Italia continua a crescere, come riportano i dati dell’indagine Marketer. Sono riferiti al 2016, quando in Italia gli acquisti online sono aumentati del 9,1%, contro una media mondiale che ha raggiunto un incremento dell’8,7%. Nel ‘Bel Paese’, insomma, l’e-commerce cresce più della media, e c’è spazio per aziende anche piccole e medie, pronte alla competizione in quest’ambito, che va seguito senza cali di concentrazione e con lo sguardo rivolto costantemente alle future tendenze di mercato.

A proposito di nuovi trend: per il 2017, su tutti, da citare è il fenomeno del mobile commerce, sostenuto dalla navigazione tramite smartphone. Per alcune fasce di consumatori, l’accesso al web tramite mobile è l’unica forma di navigazione in rete, per altri è la principale, per altri ancora è predominate in alcuni momenti della giornata: ottimizzare l’e-commerce della propria azienda in chiave mobile potrà – con offerte ben congeniate e di facile comprensione per gli utenti – dare soddisfazioni alle aziende intenzionate a investire su questo canale.