Italia e inclusione: cosa pensano davvero gli italiani sulla Diversity, Equity & Inclusion

Cosa pensano davvero gli italiani sulla Diversity, Equity & Inclusion? Alla domanda risponde una recente indagine condotta da Ipsos in collaborazione con Doxa, che fotografa un’Italia ancora in cerca di un equilibrio sul tema della DE&I.

I risultati, tutt’altro che scontati, raccontano un Paese che conosce questi concetti solo in parte, ma che ne percepisce comunque l’importanza e la necessità.

Solo la metà conosce il tema, ma cresce l’interesse

Più della metà degli italiani, per la precisione il 54%, dichiara di aver sentito parlare di diversità, equità e inclusione negli ultimi mesi, anche se con livelli di attenzione diversi. Quasi uno su cinque afferma di conoscerli bene, mentre un altro 36% ne ha solo una vaga idea. Rimane però un 46% di cittadini per i quali questi temi sono ancora estranei: il 27% addirittura li sente nominare per la prima volta.

Eppure, pur con queste lacune, il 73% del campione mostra di comprenderne il significato, anche in modo intuitivo. Tra i lavoratori, però, cresce l’interesse in merito: quasi l’80% si dichiara sensibile al tema, segno che la consapevolezza si diffonde più rapidamente nei contesti professionali.

Le disuguaglianze sono dure a scomparire

Sette italiani su dieci ritengono che nel Paese non tutti abbiano gli stessi diritti. Le persone con disabilità sono indicate come la categoria più discriminata (44%), seguite da persone LGBT (35%), immigrati (33%) e persone transgender (31%).

Anche gli anziani e le donne restano tra i gruppi più penalizzati, entrambi intorno al 28-29%. Cresce, inoltre, l’attenzione verso la salute mentale, considerata una delle aree in cui la discriminazione è più forte.

Aziende e inclusione: un percorso ancora da fare

Il 60% degli italiani ha sentito parlare dei programmi di DE&I nelle aziende, ma solo uno su cinque sa realmente di cosa si tratti. Eppure, tra chi lavora in realtà che li applicano concretamente, il giudizio è nettamente positivo: oltre il 70% riferisce un miglioramento nel clima interno, nelle relazioni e nel senso di appartenenza.

La vera criticità, quindi, non sembra essere l’efficacia dei programmi, ma la loro scarsa diffusione: meno di un lavoratore su cinque vi ha accesso.

Un impegno che i cittadini chiedono alle imprese

Più della metà degli italiani ritiene che le aziende debbano impegnarsi attivamente per promuovere la diversità e l’inclusione.
Per molti, questo impegno è anche un criterio di fiducia: il 61% afferma di avere un’immagine migliore delle imprese che rappresentano la pluralità della società.

Nonostante i segnali contrastanti a livello internazionale, la maggioranza degli italiani chiede alle imprese di non fare marcia indietro.
Segno che, anche su un terreno complesso come la DE&I, l’Italia è pronta a un dibattito maturo e a un cambiamento culturale che, lentamente, è già in corso.