Consigli per adoperare meglio il climatizzatore

Con l’arrivo dell’estate tutti noi ricominciamo a mettere in funzione i climatizzatori per rinfrescare gli ambienti e trovare ristoro dalla calura estiva. Vediamo allora di seguito alcuni consigli che possono aiutarci a gestire al meglio questo importante dispositivi di casa.

Imposta una corretta temperatura

Per riuscire ad ottenere un buon comfort in casa evitando di sprecare inutilmente energia, fai in modo da impostare la temperatura evitando una grande escursione termica tra casa tua e l’esterno.

È importante infatti che tra la temperatura interna e quella esterna non vi sia una escursione superiore ai 7°. Per cui se la temperatura esterna è di 32°, il massimo consigliato da impostare in casa e di 25°.

Gestisci correttamente il flusso d’aria

È importante che il flusso d’aria non sia diretto proprio sulle persone, per evitare di prendere raffreddori o avere la tosse. Ad esempio nei moderni condizionatori d’ aria esistono dei sensori che direzionano l’aria esattamente dove non c’è nessuno, così da rinfrescare l’ambiente senza arrecare disturbo.

Sfrutta la modalità notte

Se adoperi il condizionatore d’aria anche la notte, saprai già che il nostro corpo di notte necessita di una temperatura dell’aria leggermente più elevata. Nei moderni climatizzatori Samsung è direttamente il dispositivo a gestire la temperatura ed il flusso d’aria mentre noi dormiamo, garantendoti così un riposo veramente profondo per tutta la notte.

Pulisci i filtri

La qualità dell’aria dal punto di vista igienico in casa dipende molto anche dalla pulizia che adoperi per i filtri: per questo motivo fai bene ogni anno, prima di effettuare la prima accensione, a rimuovere filtri e pulirli adeguatamente così che l’aria che viene messa in circolo sia perfettamente sanificata e libera da eventuali microrganismi.

Le soluzioni in grado di valorizzare casa

Quali sono le soluzioni di arredo realmente in grado di rendere più bella e accogliente la tua casa? Cosa riesce a trasformare una zona del tuo appartamento piuttosto spoglia in un angolo bello da vedere? Sicuramente questo è uno degli interrogativi che ti sarai posto nel momento in cui hai deciso di arredare la tua casa o sostituire gli arredi al momento presenti.

Non esiste a priori una scelta di arredo che sia perfetta per ogni appartamento, ma al contrario esistono soluzioni che possono andare bene per un determinato contesto o l’altro.

Gli arredi luxury: una soluzione elegante e creativa

Certamente adottare degli arredi luxury il più delle volte rappresenta una scelta azzeccata a prescindere dallo stile dei mobili presenti. Questi arredi infatti, offrono il massimo della artigianalità e della qualità: Per farti un’idea puoi visionare il catalogo online di FG Art and Design, eccellenza del settore con sede in provincia di Varese. Qui vengono progettate e realizzate creazioni molto particolari con un lavoro sinergico che include interior designer, architetti, artigiani e artisti che uniscono le proprie competenze per sperimentare e creare nuove forme, ottenendo così degli arredi veramente particolari e assolutamente unici.

Render e fotomontaggi per una anteprima fedele

Il cliente può usufruire di utilissimi render e fotomontaggi che aiutano a capire visivamente in che modo il pezzo prescelto possa calarsi nel contesto nel quale lo si desidera inserire, riuscendo così a percepire anche l’atmosfera che il nuovo arredo sarà in grado di regalare.

Certamente gli arredy luxury rappresentano dunque la soluzione ideale per quanti desiderano arricchire casa grazie a pezzi di artigianato di alto valore, a prescindere dal fatto che la scelta ricada ad esempio sulle sculture luminose, sugli specchi da design, sculture a parete in ferro o accessori in ceramica, per citare alcuni esempi.

I timbra cartellini di Cotini srl

Grazie ad un timbracartellini è possibile fare in modo che i dipendenti debbano segnare il proprio ingresso e uscita dalla sede aziendale ogni volta che devono accedere ai locali in cui si svolge l’attività. Ciò consente di poterle monitorare con grande precisione quelli che sono gli orari di lavoro e  se vi è eventualmente un residuo da recuperare.

Cotini srl commercializza soluzioni di questo tipo ideali sia per grandi che piccole aziende, fornendo a ciascuno una soluzione commisurata in base alla propria realtà. In particolar modo i modelli Cobra-R e Puma sono pensati appositamente per tutte quelle attività in cui vi è grande presenza di polvere e dunque condizioni particolari, riuscendo a lavorare perfettamente anche in questo tipo di ambiente.

Ritardi e anticipi vengono trasmessi direttamente in amministrazione

Esistono da ogni modo modelli di timbracartellini adatti a ogni tipo di specifica necessità ed in grado di adattarsi ad ogni tipo di stanza o ambiente di lavoro, anche polveroso o poco luminoso. Alcuni modelli infatti, rendono particolarmente semplice la lettura dell’orario grazie a numeri bianchi su sfondo nero, così come quelli con display LCD grazie ai quali è possibile leggere chiaramente l’orario anche a distanza di qualche metro.

Tali timbracartellini inoltre, contrassegnano con un asterisco l’orario di ingresso o di uscita dal lavoro nel caso in cui venga registrata una uscita anticipata rispetto l’orario previsto, oppure un ingresso ritardato. In questa maniera si rende più semplice anche il lavoro di chi lavora amministrazione.

Uno strumento in grado di migliorare la produttività

Parliamo dunque di un ottimo strumento in grado di contribuire a migliorare il livello di produttività di ogni ufficio e contemporaneamente rappresentare un ottimo strumento per poter verificare la presenza dei lavoratori in sede e recuperare eventuali ritardi o uscita anticipata che altrimenti non sarebbero state notate. Ogni timbracartellino proposto da Cotini srl infine, comprende anche un casellario da 5 posti e una dotazione di 50 cartellini.

Calzature Bruno Bordese, la qualità ai tuoi piedi

Oggi tutti amiamo vestire in una certa maniera e comunicare a chi ci osserva qualcosa della nostra personalità e del nostro modo di essere già in base agli indumenti o accessori che indossiamo. Avere un abbigliamento adeguato per il lavoro così come per il tempo libero o gli appuntamenti mondani è segno di grande cura e caratterizza ogni persona. Le scarpe ad esempio, sono un accessorio importante ed in grado di completare al meglio ogni outfit, aggiungendo quel tocco di eleganza, raffinatezza o sportività desiderato. Ecco perché sono sempre di più i consumatori che non si accontentano più di un semplice paio di scarpe che ben si abbini al proprio modo di vestire, ma gli utenti cercano sempre di più calzature in grado di comunicare agli altri qualcosa che fa parte di se, ed in grado di sposare alla perfezione le esigenze estetiche con quelle di comfort e benessere del piede.

Le calzature Bruno Bordese nascono proprio da questa esigenza, ed oggi offrono a tutti la possibilità di abbinare raffinatezza e ricercatezza ad una comodità che non teme paragoni, ma non solo. Grazie infatti agli ottimi materiali con i quali queste scarpe sono realizzate, nonché mediante tecniche di lavorazione sempre più sofisticate ed efficaci, questo importante marchio è in grado di fornire calzature destinate a durare nel tempo. www.revolutionconceptstore.it mette a tua disposizione un’ampia scelta di calzature Bruno Bordese adatte a qualsiasi momento della giornata o tipologia di impegno e, grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ciascun prodotto, potrai valutarne in dettaglio le caratteristiche proprio come se le stessi osservando da vicino. Se ami vestire bene e valorizzare il tuo abbigliamento con delle scarpe adeguate, se ami valorizzare la tua figura con calzature raffinate e realizzate con i migliori materiali, Bruno Bordese ha diverse proposte che ti consentiranno di completare il tuo abbigliamento esattamente nella maniera che desideri.

Mediclinics, una storia di successi

Vi sarà capitato di viaggiare ed utilizzare la toilette dei più importanti aeroporti mondiali: non avete mai fatto caso, quando vi asciugate le mani, al marchio Mediclinics? Storia di successi, storia di asciugamani elettrici… Il brand spagnolo, che da diversi anni ha una succursale a Milano, è presente, diffuso, noto e apprezzato ovunque per la qualità dei suoi prodotti. Potrete trovare per esempio asciugamani elettrici Mediclinics anche dall’altra parte del globo, oppure più semplicemente sulla Torre Eiffel o allo stadio Bernabeu. O, rimanendo nel nostro paese, da Burger King o McDonald.

Una storia lunga quarant’anni che oggi permette all’azienda di disporre di un catalogo prodotti vasto e completo, che illustra le diverse categorie di articoli commercializzati: non solo asciugamani elettrici, quindi, ma anche asciugacapelli, dispenser e accessori in acciaio, hotellerie e barre disabili. No Made in China, ed acciaio inox, quello vero… Mediclinics oggi punta tutto sull’innovazione, dedicando alla stessa grandi e continui investimenti, e curando al contempo aspetti ormai fondamentali nell’etica di una multinazionale, quali il risparmio energetico, l’ecologia ed il rispetto dell’ambiente. Una connotazione che è dimostrata ampiamente dai prestigiosi certificati Green Spec ottenuti negli anni.

Parlando di asciugamani elettrici, oggi ci sono quelli che possiamo definire “di nuova generazione”, ovvero Dualflowplus e Machflow, che mantengono la tradizione e rappresentano garantiscono l’evoluzione di una storia cominciata oltre 40 anni fa con Saniflow. Anche in tempi di crisi, Mediclinics ha scelto di continuare a produrre articoli che non avessero alcun compromesso in termini di qualità, ma veicolando la propria linee di prodotti sempre verso un’ottica di ottimo rapporto qualità/prezzo, per poter arrivare a qualsiasi cliente e soddisfarlo pienamente, in fase di pre e post vendita. Oggi la carta è un lontano ricordo per migliaia di imprese che si sono rivolte a loro.

Agenzie SEO

Eccoci qua ancora una volta a parlare di posizionamento di siti Internet: che si tratti di SEM, SEO o semplicemente geo-localizzazione, essere presenti in prima pagina quando un utente ricerca il nostro business è assolutamente fondamentale. Ecco allora che ci vengono in aiuto aziende specializzate in attività di questo tipo: attenzione, non stiamo parlando di vendita “keyword al chilo”, che è la tendenza di molte grosse società (italiane e non) ed un approccio totalmente errato all’argomento. Il cliente finale, infatti, non vuole investire semplicemente per apparire tra i primi risultati dei motori di ricerca su parole chiave stabilite “a tavolino”, ma vuole intercettare le reali richieste indirizzate al suo business.

WebSenior, agenzia SEO specializzata in posizionamento di siti web e con una propria sede nella zona di Monza, ci spiega come sviluppare un progetto di web marketing di successo: “l’analisi preliminare sarà il progetto portante di tutte le attività successive. Capire quali esigenze hanno i tuoi utenti e cosa cercano sul web, come lo cercano, perchè scelgono un sito piuttosto che un altro, come portarli alla conversione, ovvero ad una richiesta di contatto”. Ecco allora che un’accurata fase di analisi (e non la vendita al chilo della quale parlavamo) richiede tempo e conferma la serietà della proposta che possiamo ricevere dalla web agency di turno. E poi?

“La SEO riteniamo sia l’azione più efficace nel medio-lungo termine: ancora oggi molti utenti web preferiscono selezionare un risultato organico piuttosto che a pagamento, e l’investimento può ripagare in un arco di tempo ragionevole, chiaramente se il lavoro viene svolto in modo ottimale. Inoltre, non si rende necessario un budget mensile, perchè il grosso delle attività si concentra nei primi 6-12 mesi, e può portare a risultati durevoli nel tempo”.

Interessante no? Prossimamente parleremo però di come il posizionamento di siti web debba essere accompagnato da altre attività di web marketing efficaci ed in linea con gli obiettivi che si intendono raggiungere.

Export lombardo, segnali di fiducia nell’ultimo trimestre

Se, in linea con l’andamento nazionale (-9,7%), il 2020 si è chiuso con una marcata contrazione dell’export lombardo (-10,6%), nell’ultimo trimestre dell’anno si intravedono segnali positivi. Dopo essere scese a 24 miliardi nel secondo trimestre, le esportazioni della regione sfiorano i 32 miliardi e registrano un incremento del 13,6% rispetto al trimestre precedente. Secondo il rapporto di Unioncamere Lombardia sul commercio estero lombardo nel 4° trimestre 2020, la seconda ondata della pandemia non ha fermato le attività produttive, e la ripresa avviata nei mesi estivi è proseguita, consentendo un ulteriore recupero degli scambi con l’estero. In particolare per mezzi di trasporto (+13,2% tendenziale), prodotti alimentari (+3,1%), computer e apparecchi elettronici (+2,4%), e sostanze e prodotti chimici (+1,9%).

Le dinamiche settoriali a confronto

Continuano invece a registrare forti perdite tendenziali i prodotti tessili, pelli e accessori (-16,6%), gli altri prodotti (-9,5%) e gli articoli farmaceutici (-7,8%). Complessivamente per il 2020 si registra, invece, una contrazione dei valori diffusa a quasi tutte le tipologie di prodotto, con in positivo solo gli articoli farmaceutici (variazione annua +7,6%) e gli alimentari (+1,3%). Variazioni annue negative, ma ancora contenute, per computer, apparecchi elettronici e ottici (-5,7%), sostanze e prodotti chimici (-7,4%) e gomma e materie plastiche (-9,1%). Le contrazioni più consistenti riguardano prodotti tessili, pelli e accessori (-19,7%), l’aggregato degli altri prodotti (-15,7% in prevalenza mobili), i mezzi di trasporto (-15,1%), i metalli di base e prodotti in metallo (-13,2%) e macchinari ed apparecchi (-12,1%).

I flussi verso i mercati esteri

Nonostante l’emergenza sanitaria abbia influito negativamente sull’economia mondiale anche nell’ultimo quarto dell’anno, gli scambi commerciali tra alcuni paesi si sono mantenuti dinamici, consentendo una svolta tendenziale positiva. Ciò nonostante le perdite per l’intero 2020 restano consistenti verso tutte le aree. L’export verso i paesi della Ue ha perso il 10,6%, soprattutto per la contrazione dei flussi verso Germania (-10,9%), Francia (-12,8%), Spagna (-12,7%) e Regno Unito (-14,5%). Svizzera (-4,8%), Russia (-15,3%) e Norvegia (-21,2%) determinano il risultato negativo per i paesi europei non Ue (-7,4%). Forti contrazioni si registrano per l’export verso l’America settentrionale (-6,8%), mentre l’export verso l’Asia orientale (-8,7%) sconta le forti contrazioni dei flussi verso Hong Kong (-22,3%) e Giappone (-15,3%), ma registra una perdita contenuta verso la Cina (-0,5%). L’Asia centrale ha ridotto i valori del 20,4% con il maggior contributo negativo da parte dell’India (-19,9%).

Migliorano anche le importazioni

Anche le importazioni lombarde mostrano un miglioramento del quadro congiunturale a fine anno (+17,2%) e nel trimestre tornano sopra i 33 miliardi. La variazione tendenziale è ancora negativa (-2,8%), ma contenuta. Complessivamente il 2020 registra un calo delle importazioni lombarde in valore dell’11,0%, fermandosi a 119 miliardi di euro contro i 134 miliardi importati negli anni precedenti. I risultati dei valori di import ed export portano nel quarto trimestre a un incremento del deficit commerciale della Lombardia, che si attesta a 1,1 miliardi di euro. Complessivamente però il 2020 chiude con un saldo positivo di 81 miliardi di euro.

Lombardia, negozi chiusi per quattro mesi. L’allarme di Confesercenti

A causa del Covid-19 in Lombardia i pubblici esercizi sono stati chiusi per quattro mesi, e l’Italia è tornata ai livelli di spesa di oltre vent’anni fa. Insomma, da emergenza sanitaria a catastrofe economica. Per l’economia e le imprese, il bilancio di Confesercenti del primo anno di pandemia è un vero e proprio bollettino di guerra. Dal primo lockdown della primavera scorsa alla seconda ondata di contagi, i dodici mesi di convivenza forzata con il virus sono costati all’Italia una riduzione di 183 miliardi di euro del Pil, e una riduzione di 137 miliardi per i consumi, di cui 36 da addebitare all’assenza di turisti. In pratica, abbastanza da riportare la spesa ai livelli del 1997, un passo indietro di 24 anni.

L’impatto della crisi colpisce soprattutto bar e ristoranti

È quanto emerge dal dossier Le imprese nella pandemia: marzo 2020 – marzo 2021, predisposto da Confesercenti a un anno di distanza dal primo lockdown per fare il punto sull’impatto della crisi generata dalla pandemia sul sistema economico. Se nel periodo da marzo 2020 a marzo 2021 i pubblici esercizi in Lombardia sono stati chiusi per un totale di 123 giorni, su una media nazionale di 119, l’impatto della crisi potrebbe essere particolarmente forte per le imprese attive come bar e ristoranti (-51.085 a fine 2021) e negozi di abbigliamento (-14.881). Più in particolare, in Lombardia, questo si potrebbe tradurre in un potenziale decremento di -7.589 unità attive come pubblici esercizi e di -1.715 negozi di commercio e moda.

Nel 2021 a rischio circa 2 milioni posti di lavoro

In questi dodici mesi le imprese hanno perso 148 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 65 ascrivibili al commercio, gli alberghi e la ristorazione. Tra crisi prolungata, e “ristori” ancora insufficienti, le attività economiche sono ormai al limite, bisognose di una terapia intensiva. Si tratta di una catastrofe, sottolinea Confesercenti, che ha già ‘licenziato’ 262 mila lavoratori autonomi, e che non è ancora terminata. Se non arriveranno sostegni adeguati nel 2021 rischiano infatti di cessare la propria attività 450 mila imprese, per una perdita complessiva di circa 2 milioni di posti di lavoro tra dipendenti e indipendenti, di cui la metà nei servizi e nel turismo.

Servono misure economiche tempestive e proporzionate

“Bisogna assolutamente accelerare il piano vaccinale – commenta Andrea Painini, Vicepresidente Regionale di Confesercenti Lombardia – e servono misure economiche tempestive e proporzionate che permettano alle imprese non solo di ‘tamponare’ i danni di quest’ultimo anno, ma di poter sperare di rilanciarsi appena sarà possibile”.

Giovani dal futuro incerto, 1 su 4 è preoccupato per il lavoro

Cresce in maniera esponenziale il senso di precarietà, ma per i giovani italiani che stanno diventando grandi nel bel mezzo della crisi il tema è davvero importante. Vogliono pensare al futuro, avere speranze come tutti a quell’età, ma l’emergenza sanitaria non ancora finita genera in loro grandi preoccupazioni. Così, un giovane su 2 descrive come peggiorata la propria condizione, e uno su 4 è preoccupato soprattutto per il lavoro. La conferma arriva dall’Osservatorio sulle Giovani Generazioni di Flowe, condotto da AstraRicerche, che delinea il futuro post-Covid visto con gli occhi dei 15-30enni.

Forte disillusione verso la società italiana

Il futuro è avvertito dai giovani come incerto, ma per loro resta ferma l’importanza del mondo lavorativo. Il 47,9% considera il lavoro come l’aspetto prioritario per il proprio futuro, superiore anche ad amici (45,4%) e famiglia (44,9%). La disillusione verso la società italiana e lo scoraggiamento verso il mondo del lavoro, avvertito come problematico, complesso, non aperto a sufficienza ai giovani, sono forti: 2 ragazzi su 3 dicono di dover accettare lavori non all’altezza (64,4%) e di vedere la scelta del lavoro all’estero come una necessità (62,7%), mentre un giovane su 3 non è convinto delle scelte che ha fatto per raggiungere gli obiettivi prefissati, riporta Ansa.

L’80,8% è preoccupato per il futuro del mondo

Circa la metà degli intervistati (44,8%) dichiara poi che la situazione è peggiorata rispetto al 2019, prevalgono pessimismo (40%) e paura (38,6%). L’80,8% degli intervistati si dichiara preoccupato per il futuro del mondo, per il proprio futuro (66,4%), per il futuro della famiglia (54,2%). A livello personale preoccupano i problemi economici e di lavoro (25,6%), seguiti da salute (15,8%) e ricadute psicologiche (10,6%), mentre più in generale, la crisi economico-finanziaria internazionale (77,1), il cambiamento dell’economia mondiale (72,8%), la debolezza o l’assenza di relazioni e la solitudine (70,5%), la salute (61,6%) e l’ambiente (55,7%).

Emerge la speranza sul futuro a lungo termine

La speranza sembra però emergere quando si pensa a un futuro a lungo termine. Pensando al futuro fra 5 anni, infatti, l’ottimismo prevale sul pessimismo (38,8%), così come la serenità sulla paura (36,8%). Secondo i giovani i singoli cittadini possono comunque impegnarsi personalmente per affrontare il problema della disoccupazione, principalmente attraverso la formazione scolastica (41,6%), o continuativa e specializzante (59,5%). Per il 64,4% degli intervistati sono tutti chiamati a essere responsabili e ad affrontare le problematiche ambientali, sia attraverso la raccolta differenziata, sia cercando di limitare gli sprechi, facendo acquisti ecologici, e spostandosi con i mezzi pubblici.

Clima di fiducia, a inizio 2021 aumenta per le imprese ma non per i consumatori

Come di consueto, l’Istat rilascia anche per il mese di gennaio il “barometro” che fotografa il clima di fiducia di imprese e cittadini. Certo, non è un momento facile, ma a gennaio 2021 qualche segnale di ottimismo c’è soprattutto da parte delle imprese, mentre le persone fisiche restano ancora titubanti sul futuro che ci aspetta. Tanto che nel primo mese dell’anno si stima una leggera flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 101,1 a 100,7). Di diversa tendenza, invece, il sentiment da parte delle aziende: l’indice composito del clima di fiducia delle imprese aumenta lievemente, da 87,7 a 87,9. Con riferimento alle componenti dell’indice di fiducia dei consumatori, l’Istituto di Statistica segnala che il clima personale e quello futuro sono in peggioramento (da 107,0 a 106,5 e da 105,3 a 103,2 rispettivamente) mentre il clima economico registra una sostanziale stabilità (da 83,5 a 83,4) e il clima corrente aumenta da 98,3 a 99,0.

Imprese, dove peggiora e dove migliora il sentiment

I settori merceologici non sono tutti uguali, e da parte delle aziende italiane ci sono delle differenze anche nel modo di interpretare il futuro. Ad esempio, sempre con riferimento alle imprese, la fiducia è in peggioramento nel settore manifatturiero (da 96,0 a 95,1) e nel commercio al dettaglio (da 88,2 a 87,9) mentre aumenta nei servizi di mercato (da 78,4 a 82,0) e nelle costruzioni (da 136,0 a 138,0).  In relazione alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini ma sia i giudizi sulle scorte di prodotti finiti sia le aspettative sulla produzione sono in peggioramento. Nel settore delle costruzioni i giudizi sugli ordini si deteriorano rispetto al mese scorso, mentre le attese sull’occupazione sono in aumento.

Bene i servizi, meno il commercio

Per quanto attiene ai servizi di mercato, tutte le componenti dell’indice di fiducia sono in miglioramento. Nel commercio al dettaglio, la diminuzione dell’indice è dovuta al peggioramento dei giudizi sulle vendite e all’aumento del saldo delle scorte di magazzino; sono, invece, in deciso aumento le aspettative sulle vendite future. Probabilmente questo giudizio è condizionato dall’aspettativa di avere maggiori libertà nel prossimo futuro, con un maggiore controllo della pandemia e quindi minori vincoli per i negozi. A livello di circuito distributivo, la fiducia cresce lievemente nella grande distribuzione mentre è in calo nella distribuzione tradizionale.

World Economic Forum: Italia indietro per capacità di resilienza e ripresa

La crisi globale generata dalla pandemia da Covid-19 ha sottratto energie e ricchezze a tutte e economie mondiali. Ma nel confronto con gli altri Paesi l’Italia appare indietro nella capacità di resilienza e di ripresa dell’economia. È quanto emerge dal rapporto sulla competitività del World Economic Forum, il Global Competitiveness Report, in cui si rileva che per quanto la maggior parte dei Paesi non sia ancora pronta per la trasformazione, l’Italia è in ritardo in 9 delle 11 priorità identificate. Le 11 priorità identificate dal Wef sono state raggruppate in quattro categorie principali, l’ambiente favorevole, il capitale umano, i mercati e l’innovazione.

Le principali fragilità e carenze riscontrate in Italia

A fronte dell’eccezionalità della crisi attuale innescata dalla pandemia, quest’anno il World Economic Forum ha sospeso le classifiche tradizionali sul grado di competitività dei Paesi. Questo, “per delineare le priorità per la ripresa e il rilancio – si legge nel report – e fornire una valutazione di come i Paesi sono pronti per una trasformazione economica verso sistemi che combinano produttività, capitale umano e ambiente”. In ogni caso, tra le principali fragilità e carenze riscontrate in Italia il Wef individua investimenti in ricerca e sviluppo e in innovazione, ma anche formazione, inclusione e regime fiscale, che secondo il Wef dovrebbe diventare più progressivo.

Nessuno è rimasto indenne all’impatto del Covid

Nel report del Wef, riporta Ansa, viene evidenziato che Paesi con economie digitali avanzate, robuste reti di sicurezza sociale e solidi sistemi sanitari, hanno gestito la pandemia in modo più efficace, anche se nessuno è rimasto indenne all’impatto del Covid. “Il Wef ha incoraggiato a lungo i responsabili politici ad allargare la loro attenzione oltre la crescita a breve termine” commenta il presidente Klaus Schwab spiegando che “questo rapporto chiarisce le priorità per rendere le economie più produttive, sostenibili e inclusive quando si esce dalla crisi. La posta in gioco per trasformare i nostri sistemi economici non potrebbe essere più alta”.

L’Italia resta in coda fra i maggiori Paesi industrializzati

Tra le economie meglio preparate ci sono Svezia, Finlandia Olanda, Nuova Zelanda, Svizzera, mentre l’Italia resta in coda fra i maggiori Paesi industrializzati con un punteggio di appena 51,9 su 100. Restando in Europa, la Germania ottiene un giudizio pari a 62,9, la Francia a 62,7 e anche Spagna e Portogallo si piazzano meglio attestandosi rispettivamente su 56,5 e 56,1. Secondo il report i due aspetti in cui l’Italia è relativamente meglio preparata sono la disponibilità al quadro della concorrenza e agli incentivi a dirigere le risorse finanziarie verso investimenti e inclusione a lungo termine. 

I vicini di casa riducono lo stress da pandemia

A fronte di una situazione di emergenza sanitaria di cui non si intravede la fine molti iniziano a soffrire della cosiddetta “stanchezza da pandemia”, un disturbo caratterizzato da uno stato di spossatezza misto a preoccupazione e sfiducia. A rischiare maggiormente sono coloro che non possono contare sui fattori di protezione individuali e collettivi contro la mancanza di autostima, la scarsa autosufficienza e l’incapacità di giudizio critico nel filtrare informazioni, anche cliniche, sulla pandemia. Ulteriori fattori di protezione, o al contrario, di rischio, riguardano il substrato socio-economico di appartenenza, il sistema di credenza e di valori acquisito per cultura e formazione personale, la fiducia nelle istituzioni, e il supporto di una rete scolastica e lavorativa, si legge su Il Giornale. La gentilezza potrebbe aiutare a contrastare o attenuare la “pandemic fatigue”? Pare di si. Uno studio sostiene che piccoli atti di gentilezza quotidiani e la presenza di vicini di casa con cui interagire alleviano lo stress e il senso di solitudine.

Uno studio quantifica la solitudine

Uno studio internazionale guidato da Michelle Lim, la psicologia australiana della Swinburne University di Melbourne esperta di problemi mentali legati alla solitudine, rivela infatti che conoscere anche solo sei vicini di casa riduce la probabilità di sentirsi soli, e contribuisce direttamente a ridurre lo stress e i disturbi mentali legati alla pandemia di coronavirus. Lo studio guidato da Michelle Lim con la collaborazione dell’University of Manchester, in Gran Bretagna, e della Brigham Young University (Usa), è riuscito a quantificare la solitudine, e a comprendere come contrastarla.

Quattro settimane dedicate a compiere atti di gentilezza

Lo studio, controllato e randomizzato, ha esaminato l’impatto di un’iniziativa durata quattro settimane centrata sulla gentilezza e condotta dalla piattaforma di social media Nextdoor (letteralmente, porta accanto). Nel corso dello studio i partecipanti sono stati incoraggiati a compiere piccoli atti di gentilezza nel vicinato. I risultati indicano che tali atti hanno avuto un effetto positivo sulle percezioni di connessione sociale. All’inizio del periodo di osservazione, infatti, un partecipante su 10 aveva dichiarato di soffrire di solitudine, mentre alla fine delle quattro settimane la proporzione si era ridotta a uno su 20, riporta Ansa.

Le interazioni casuali sono più efficaci delle esperienze sociali con amici o parenti

“L’iniziativa di gentilezza ha incoraggiato interazioni casuali e, come dimostrato dai risultati, ha mitigato la solitudine dei partecipanti – commenta Michelle Lim -. Una cosa semplice come un contatto regolare con sei vicini di casa, in cui si mostra premura e interesse, ha un netto effetto sulle percezioni di connessione”.

Lo studio inoltre indica che le interazioni più efficaci nell’alleviare la solitudine non sono tanto le esperienze significative con gli amici più stretti o con i familiari, quanto i momenti incidentali vissuti con persone relativamente estranee. L’importante è che tali interazioni avvengano frequentemente. Insomma, mantenere buoni rapporti con i vicini fa sentire meno soli.  

Il vademecum contro le truffe online

Crisi economica e digitalizzazione fanno aumentare la criminalità informatica, e l’Italia è tra i primi 10 Paesi per numero di utenti attaccati da trojan per mobile banking. In seguito al lockdown il 53,6% degli italiani dichiara di aver aumentato l’abitudine di acquistare beni online, prediligendo l’uso della carta di credito o formule miste di pagamento. E se il 6,3% predilige l’acquisto online anche per evitare di maneggiare i soldi per paura del contagio da Covid-19 rimane una percentuale di utenti che preferisce usare ancora il denaro contante (40%) per timore di essere truffati online (23%). Timore non del tutto infondato, come confermato da un’indagine di Kaspersky dalla quale emerge come nel primo trimestre del 2020 siano aumentate le frodi online, soprattutto quelle che prendono di mira i dispositivi mobili.

I siti web possono rivelarsi strumenti di copertura

In un momento storico dove la digitalizzazione ha un ruolo chiave per sostenere la vita quotidiana delle persone e la stessa economia poche e semplici regole bastano a evitare spiacevoli incidenti, o addirittura rischiare di indebitarsi.

Kaspersky e Kruk hanno unito le forze per fornire agli utenti una guida per evitare trappole e raggiri online. I siti web infatti possono rivelarsi strumenti di copertura per i cybercriminali che hanno lo scopo di raccogliere i dati degli utenti. Per evitare che le informazioni personali finiscano nelle mani sbagliate, è importante non inserire i dati della propria carta di credito o non fare acquisti online se il sito sembra sospetto o non è conosciuto.

Se è troppo bello per essere vero è una truffa

Attenzione anche a offerte e finanziamenti troppo belli per essere veri: molte offerte di questo tipo possono presentare altrettante spiacevoli sorprese, offrendo prestiti che non hanno niente di vantaggioso per gli utenti. Un consiglio utile per non incorrere in spiacevoli sorprese è quello di comparare offerte simili tra loro in modo da confrontarle e individuare il tasso più conveniente. Per essere protetti dalle truffe di tipo finanziario bisogna considerare che una soluzione di sicurezza installata sui dispositivi è in grado di creare un ambiente protetto per le transazioni finanziarie. E, riporta Italpress, per tenere al sicuro le proprie credenziali è importante mantenere lo stesso livello di protezione su tutti i device in uso.

Attenzione a condividere i profili social

Esiste un punteggio di credito social dettato da ciò che decidiamo di condividere con le aziende sui nostri profili, che può determinare o meno il buon esito di una richiesta di un prestito o finanziamento. Gli italiani sembrano diffidare delle aziende che chiedono di condividere i profili social, e fanno bene, visto che esistono già organi ufficiali predisposti per determinare l’affidabilità o meno di un buon pagatore. Il registro del CRIF, l’esperto globale dei sistemi di informazioni creditizie, ad esempio, è un registro ufficiale che monitora in 50 Paesi eventuali pagatori considerati non affidabili.

In Italia è operativa la blockchain del mondo bancario

Spunta Banca DLT (Distributed ledger technology), il progetto promosso dall’ABI e coordinato da ABI Lab, è in vigore per la rendicontazione dei conti reciproci. Questo processo interbancario è stato spostato da una modalità tradizionale con scambi di telefonate e messaggi, a una tecnologia basata su registri distribuiti per la rendicontazione dei conti reciproci. E in Italia è quindi operativa la blockchain del mondo bancario, e da ottobre sono su Spunta, la rete di nodi, circa 100 banche. È dunque ormai pienamente funzionante l’autostrada tecnologica su cui possono contare il settore bancario e l’Italia. Le competenze acquisite nella realizzazione di una infrastruttura a governance distribuita rendono le banche italiane disponibili a partecipare a progetti e sperimentazioni su una moneta digitale di Banca centrale europea.

La spunta interbancaria

La blockchain, intesa anche come tecnologia di registri distribuiti (Dlt), permette che un grande database possa essere ripartito e distribuito su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Ciò consente un diverso modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio tra i partecipanti. Con il progetto Spunta Banca DLT, l’Associazione bancaria italiana ha portato concretamente la blockchain nel mondo bancario italiano, attraverso una infrastruttura per le banche operanti in Italia che in futuro potrà ospitare anche altre applicazioni. Con la blockchain di Spunta le banche hanno a disposizione una via per possibili sviluppi futuri. Finora la spunta è stata basata su registri bilaterali, con un basso livello di standardizzazione e modalità operative non avanzate. L’applicazione di un processo basato sulla blockchain Dlt rende possibile la standardizzazione del processo e del canale di comunicazione unico, e consente di avere una completa visione sulle transazioni tra le parti interessate.

Sostenere un carico di 8,4 miliardi di transazioni

Grazie all’algoritmo di abbinamento delle operazioni, discusso e condiviso dal gruppo di lavoro, il tasso di riscontro automatico è del 97,6%. A partire dal primo marzo l’infrastruttura Spunta ha elaborato 204 milioni di transazioni per le 55 banche migrate nelle prime due scadenze. Per poter effettuare tutte le elaborazioni è stata necessaria solo un’ora di notte. Se questa macchina elaborasse casi più complessi, lavorando a pieno regime, è stato stimato che potrebbe sostenere un carico di 8,4 miliardi di transazioni. Per dare un termine di paragone, la blockchain di bitcoin in tutto l’anno 2019 ha gestito 117 milioni di transazioni.

Le banche di Spunta sono pronte a effettuare test di fattibilità per l’euro digitale

L’euro digitale, ossia una Central Bank Digital Currency (CBDC), può richiedere sperimentazioni per velocizzare la messa in opera di un’iniziativa di livello europeo, e le banche di Spunta sono pronte a effettuare test di fattibilità per il mondo bancario e finanziario europeo. Sarà quindi esaminata la possibile estensione dell’applicazione a livello internazionale.