Lavoro: a gennaio le imprese pianificano 527mila contratti

Rispetto a gennaio 2025, la domanda complessiva di lavoro in Italia risulta invariata (-0,6%), pur evidenziando dinamiche diverse tra comparti. Inoltre, diminuisce di oltre il 3% la difficoltà di reperimento (45,8% vs 49,1%). 

Le prospettive appaiono incoraggianti nel settore primario, dove si registra un incremento del 6,5%, mentre il comparto dei servizi mantiene una sostanziale stabilità (+0,1%). Di segno opposto le previsioni dell’industria, caratterizzata da maggiore cautela (-3,5%), in particolare nel manifatturiero (-4,6%) e in forma più contenuta, nelle costruzioni (-1,3%).
In totale, per gennaio 2026 le imprese prevedono di stipulare circa 527.000 contratti di lavoro, cifra che sale a oltre 1,4 milioni considerando l’intero primo trimestre dell’anno.

Le entrate programmate per industria e terziario

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Nel settore industriale sono programmate complessivamente 155mila entrate, di cui 104mila nel manifatturiero e public utilities e 51mila nell’edilizia.

All’interno del comparto manifatturiero, le maggiori possibilità di impiego provengono dal settore meccanico/elettronico (oltre 27mila), metallurgia/produzione di articoli in metallo (21mila), industria alimentare/bevande (15mila).
Il terziario programma invece circa 337mila entrate, soprattutto nel turismo (70mila), servizi alle persone (69mila) e commercio (67mila).

Settore primario: previsti 35mila ingressi

Nel settore primario le imprese programmano circa 35mila entrate, concentrate principalmente nel comparto delle coltivazioni ad albero (13mila), coltivazioni di campo (10mila) e servizi connessi all’agricoltura (4mila).
In generale, la modalità contrattuale più diffusa è il contratto a tempo determinato, offerto per 252mila posizioni, pari al 47,8% del totale.
Seguono i contratti a tempo indeterminato, con 111mila unità (21,0%) e i contratti di somministrazione che raggiungono 63 mila posizioni (11,9%).

Per quanto riguarda gli under30, le imprese ricercano quasi 143mila figure, pari al 27,1% delle entrate totali. Le migliori opportunità per questa fascia d’età si concentrano nei servizi finanziari e assicurativi (40,5% entrate destinate a giovani), nei servizi informatici e telecomunicazioni (39,8%), e nel commercio (37,5%).

Anche nel 2026 si evidenzia lo squilibrio tra domanda e offerta

Nel primo mese dell’anno lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro coinvolge 241mila delle 527mila entrate previste (45,8%). Le cause principali sono assenza di candidature (28,6%) e formazione insufficiente dei candidati (13,6%).
I settori che registrano le maggiori criticità sono le costruzioni (oltre il 60% delle posizioni è difficili da coprire), il legno arredo (59,8%) e la metallurgia (55,6%).

Nel mese, le imprese prevedono di ricorrere a personale straniero nel 22,2% dei contratti offerti, circa 117mila posizioni. I comparti che si rivolgono maggiormente a lavoratori immigrati sono il primario (43,3% delle entrate previste), il tessile-abbigliamento-calzature (34,8%) e l’edilizia (30,7%).