L’IA è sempre fonte di nuove sorprese e scoperte. Una delle più recenti: negli ultimi mesi gli utenti la utilizzano più per la vita quotidiana che per le faccende professionali. Insomma, ChatGpt non è più soltanto uno strumento da usare in ufficio, ma è diventato un ‘amico’ a cui chiedere consigli, idee e suggerimenti. E la vera novità del 2025 è che, per la prima volta, le donne rappresentano la maggioranza degli utenti: il 52%, contro il 37% registrato appena un anno prima.
A dirlo è una ricerca condotta da OpenAI insieme al National Bureau of Economic Research, basata su oltre un milione e mezzo di conversazioni analizzate.
L’uso personale è maggiore rispetto a quello professionale
I numeri parlano chiaro, come riferisce Ansa: quasi tre persone su quattro usano il chatbot per motivi personali, mentre solo poco più di una su quattro lo fa per lavoro. La tendenza sembra quindi quella di considerare l’IA non tanto uno strumento da scrivania, ma un aiuto per orientarsi nella vita di tutti i giorni.
Cosa si chiede di più a ChatGpt? Principalmente consigli pratici: dal supporto nello studio a spunti creativi, passando per piccoli suggerimenti quotidiani. Seguono la ricerca di informazioni e la scrittura, che insieme completano il quadro delle interazioni più comuni.
Scrivere con l’IA? No, meglio per correggere
In ambito professionale, la scrittura rimane la funzione più usata. Ma non si tratta tanto di creare testi da zero: la maggior parte dei messaggi riguarda correzioni, revisioni o traduzioni.
In altre parole, ChatGpt viene percepito come un supporto che migliora il lavoro, senza però sostituirlo. Un alleato, più che un rimpiazzo.
Tre diversi modi di interagire
Gli studiosi hanno individuato tre grandi categorie nell’uso dell’IA: “chiedere”, “fare” ed “esprimere”. A luglio 2025, circa metà delle conversazioni rientrava nella prima voce: gli utenti vedono il chatbot soprattutto come un consulente a cui domandare spiegazioni o pareri.
Nelle interazioni lavorative, invece, prevale il “fare”, cioè lo svolgimento di precisi compiti.
L’IA dilaga anche nei paesi meno tecnologici
Lo studio sottolinea anche un aspetto più ampio: la diffusione di ChatGpt non si ferma ai Paesi tecnologicamente più avanzati. La crescita è forte anche nelle aree a reddito medio e basso.
Nel luglio 2025, la base di utenti ha raggiunto il 10% della popolazione adulta mondiale, un dato che fotografa un’espansione senza precedenti.