Pride 2025: a che punto sono le tutele anti-discriminazione?

Nonostante si percepisca una generale ‘reazione anti-woke’ permane un ampio sostegno per le tutele legali contro la discriminazione delle persone LGBT+. Anche se con variazioni significative tra i diversi Paesi su questioni specifiche.

Ad esempio, il sostegno alle coppie dello stesso sesso al matrimonio e l’adozione di bambini rimane forte, ma non è più così alto. Non solo, si registra anche un indebolimento del sostegno ai brand che promuovono attivamente i diritti LGBT+, oltre che una netta mancanza di consenso su questioni come la presenza di un maggior numero di persone LGBT+ sugli schermi o i diritti dei transgender in materia di passaporti o bagni.
Emerge dalla IV edizione del Rapporto Ipsos LGBT+ Pride. 

Diritti delle persone LGBT+

In tutti i 26 Paesi considerati la maggioranza ritiene che le persone LGBT+ debbano essere protette dalla discriminazione in ambito lavoro o alloggio (Italia 79%). 
Tuttavia, quando si tratta di approvare leggi che vietino la discriminazione, si riscontrano ampie variazioni sul sostegno a tali misure: dal 72% in Thailandia (64% Italia) al 29% in Ungheria e 27% in Turchia.

Nel 2025, poi, il sostegno alle aziende/brand che promuovono attivamente l’uguaglianza per le persone LGBT+ si abbassa in media al 41% rispetto al 44% del 2024. Viceversa, l’opposizione aumenta al 23%.
I livelli di sostegno più alti si registrano in Thailandia (72%) e sono pari o superiori al 50% anche in Italia. Si scende al 22% in Corea del Sud e al 21% in Turchia.

Cala il consenso alle unioni civili

In tutti i Paesi in media il 38% è favorevole a programmi/politiche aziendali che supportino/celebrino esplicitamente i lavoratori LGBT+, mentre il 24% si oppone.
Questo dato rileva l’esistenza di un’alta quota (39%) di neutrali a queste iniziative sul posto di lavoro. In Italia il consenso è molto più alto rispetto alla media (50%),

Quanto al sostegno al matrimonio/riconoscimento tra persone dello stesso sesso diminuisce al 69% in 23 Paesi. In Italia (80%) si rileva un aumento di due punti percentuali rispetto al 2024. 
La percentuale media di coloro che pensano che alle coppie dello stesso sesso non dovrebbe essere permesso di sposarsi aumenta leggermente (15% vs 12% 2021), mentre il sostegno ad adottare bambini scende addirittura al 59% (64% 2021).

GenZ: divario di genere sui diritti

Ancora una volta, le giovani donne sono il gruppo più favorevole a una serie di tutele, diritti e visibilità LGBT+. I giovani ragazzi continuano a discostarsi dalle loro coetanee su diverse questioni, allineandosi maggiormente con gli uomini più adulti.

Ad esempio, mentre il 59% delle ragazze GenZ è favorevole al fatto che le persone LGBT+ possano parlare apertamente del loro orientamento sessuale/identità di genere, il supporto dei GenZ maschi (38%) è in linea con quello degli uomini Millennial (43%) e della GenerazioneX (44%).