Codici Sconto Shein: fare shopping è conveniente

Il negozio online Shein propone ai clienti migliaia di articoli, dall’abbigliamento alla pelletteria, dalle borse alle scarpe, dai gioielli alla biancheria da letto. Non ti resta che dare un’occhiata e poi approfittare dei Codici Sconto Shein messi a disposizione da Sconti e Buoni per fare shopping con gioia e libertà, senza preoccuparti dei costi. Non devi far altro che selezionare il codice sconto più adatto a te e controllare le condizioni di utilizzo e la data di validità del coupon sconto Shein.

Acquista su Shein con i codici sconto

Se ti piace lo stile di abiti, calzature e accessori in vendita su Shein sappi che grazie ai codici sconto Shein puoi fare shopping in totale libertà. Ti basta scegliere gli articoli da acquistare, inserirli nel carrello e applicare il codice per vedere una riduzione immediata del prezzo.

Come tutti i migliori negozi online, anche Shein rinnova sempre le vetrine di moda per donna, uomo e bambino senza dimenticare le offerte dedicate a chi ha qualche chilo in più. Se vuoi approfittare ancora di più della convenienza dei prodotti Shein puoi visitare la Sezione Saldi, che presenta capi in offerta anche al 90%. Il risparmio aumenta ancora se usi i Coupon Shein, per rinnovare il guardaroba a un prezzo davvero piccolo, anche grazie alle campagne promozionali speciali. Si tratta di campagne che rendono possibile l’uso del codice sconto solo su un importo minimo predefinito.

Come acquistare con il codice sconto Shein

Usare i codici sconto Shein proposti da ScontieBuoni è davvero semplice. I voucher sono disponibili comodamente online e aprono una pagina che mostra il codice alfanumerico da applicare nel carrello al momento dell’acquisto per usufruire della riduzione di prezzo. Non devi fare altro che acquistare normalmente online e scegliere modalità di pagamento e indirizzo per la spedizione. A questo punto ricordati di inserire il codice nel box e confermare l’acquisto.

Prima di dare la conferma definitiva dell’ordine vedrai immediatamente applicata la riduzione prevista dai Codici Sconto Shein che hai deciso di utilizzare. Shein è il negozio online che piace soprattutto ai più giovani, che cercano sempre nuovi modi per rinnovare il guardaroba a un piccolo costo. Non solo: il risparmio diventa ancora più importante se si utilizzano i voucher sconto proposti da Sconti e Buoni, il portale specializzato nel risparmio e il più apprezzato da chi fa abitualmente shopping online.

Consigli per adoperare meglio il climatizzatore

Con l’arrivo dell’estate tutti noi ricominciamo a mettere in funzione i climatizzatori per rinfrescare gli ambienti e trovare ristoro dalla calura estiva. Vediamo allora di seguito alcuni consigli che possono aiutarci a gestire al meglio questo importante dispositivi di casa.

Imposta una corretta temperatura

Per riuscire ad ottenere un buon comfort in casa evitando di sprecare inutilmente energia, fai in modo da impostare la temperatura evitando una grande escursione termica tra casa tua e l’esterno.

È importante infatti che tra la temperatura interna e quella esterna non vi sia una escursione superiore ai 7°. Per cui se la temperatura esterna è di 32°, il massimo consigliato da impostare in casa e di 25°.

Gestisci correttamente il flusso d’aria

È importante che il flusso d’aria non sia diretto proprio sulle persone, per evitare di prendere raffreddori o avere la tosse. Ad esempio nei moderni condizionatori d’ aria esistono dei sensori che direzionano l’aria esattamente dove non c’è nessuno, così da rinfrescare l’ambiente senza arrecare disturbo.

Sfrutta la modalità notte

Se adoperi il condizionatore d’aria anche la notte, saprai già che il nostro corpo di notte necessita di una temperatura dell’aria leggermente più elevata. Nei moderni climatizzatori Samsung è direttamente il dispositivo a gestire la temperatura ed il flusso d’aria mentre noi dormiamo, garantendoti così un riposo veramente profondo per tutta la notte.

Pulisci i filtri

La qualità dell’aria dal punto di vista igienico in casa dipende molto anche dalla pulizia che adoperi per i filtri: per questo motivo fai bene ogni anno, prima di effettuare la prima accensione, a rimuovere filtri e pulirli adeguatamente così che l’aria che viene messa in circolo sia perfettamente sanificata e libera da eventuali microrganismi.

Le soluzioni in grado di valorizzare casa

Quali sono le soluzioni di arredo realmente in grado di rendere più bella e accogliente la tua casa? Cosa riesce a trasformare una zona del tuo appartamento piuttosto spoglia in un angolo bello da vedere? Sicuramente questo è uno degli interrogativi che ti sarai posto nel momento in cui hai deciso di arredare la tua casa o sostituire gli arredi al momento presenti.

Non esiste a priori una scelta di arredo che sia perfetta per ogni appartamento, ma al contrario esistono soluzioni che possono andare bene per un determinato contesto o l’altro.

Gli arredi luxury: una soluzione elegante e creativa

Certamente adottare degli arredi luxury il più delle volte rappresenta una scelta azzeccata a prescindere dallo stile dei mobili presenti. Questi arredi infatti, offrono il massimo della artigianalità e della qualità: Per farti un’idea puoi visionare il catalogo online di FG Art and Design, eccellenza del settore con sede in provincia di Varese. Qui vengono progettate e realizzate creazioni molto particolari con un lavoro sinergico che include interior designer, architetti, artigiani e artisti che uniscono le proprie competenze per sperimentare e creare nuove forme, ottenendo così degli arredi veramente particolari e assolutamente unici.

Render e fotomontaggi per una anteprima fedele

Il cliente può usufruire di utilissimi render e fotomontaggi che aiutano a capire visivamente in che modo il pezzo prescelto possa calarsi nel contesto nel quale lo si desidera inserire, riuscendo così a percepire anche l’atmosfera che il nuovo arredo sarà in grado di regalare.

Certamente gli arredy luxury rappresentano dunque la soluzione ideale per quanti desiderano arricchire casa grazie a pezzi di artigianato di alto valore, a prescindere dal fatto che la scelta ricada ad esempio sulle sculture luminose, sugli specchi da design, sculture a parete in ferro o accessori in ceramica, per citare alcuni esempi.

I timbra cartellini di Cotini srl

Grazie ad un timbracartellini è possibile fare in modo che i dipendenti debbano segnare il proprio ingresso e uscita dalla sede aziendale ogni volta che devono accedere ai locali in cui si svolge l’attività. Ciò consente di poterle monitorare con grande precisione quelli che sono gli orari di lavoro e  se vi è eventualmente un residuo da recuperare.

Cotini srl commercializza soluzioni di questo tipo ideali sia per grandi che piccole aziende, fornendo a ciascuno una soluzione commisurata in base alla propria realtà. In particolar modo i modelli Cobra-R e Puma sono pensati appositamente per tutte quelle attività in cui vi è grande presenza di polvere e dunque condizioni particolari, riuscendo a lavorare perfettamente anche in questo tipo di ambiente.

Ritardi e anticipi vengono trasmessi direttamente in amministrazione

Esistono da ogni modo modelli di timbracartellini adatti a ogni tipo di specifica necessità ed in grado di adattarsi ad ogni tipo di stanza o ambiente di lavoro, anche polveroso o poco luminoso. Alcuni modelli infatti, rendono particolarmente semplice la lettura dell’orario grazie a numeri bianchi su sfondo nero, così come quelli con display LCD grazie ai quali è possibile leggere chiaramente l’orario anche a distanza di qualche metro.

Tali timbracartellini inoltre, contrassegnano con un asterisco l’orario di ingresso o di uscita dal lavoro nel caso in cui venga registrata una uscita anticipata rispetto l’orario previsto, oppure un ingresso ritardato. In questa maniera si rende più semplice anche il lavoro di chi lavora amministrazione.

Uno strumento in grado di migliorare la produttività

Parliamo dunque di un ottimo strumento in grado di contribuire a migliorare il livello di produttività di ogni ufficio e contemporaneamente rappresentare un ottimo strumento per poter verificare la presenza dei lavoratori in sede e recuperare eventuali ritardi o uscita anticipata che altrimenti non sarebbero state notate. Ogni timbracartellino proposto da Cotini srl infine, comprende anche un casellario da 5 posti e una dotazione di 50 cartellini.

Calzature Bruno Bordese, la qualità ai tuoi piedi

Oggi tutti amiamo vestire in una certa maniera e comunicare a chi ci osserva qualcosa della nostra personalità e del nostro modo di essere già in base agli indumenti o accessori che indossiamo. Avere un abbigliamento adeguato per il lavoro così come per il tempo libero o gli appuntamenti mondani è segno di grande cura e caratterizza ogni persona. Le scarpe ad esempio, sono un accessorio importante ed in grado di completare al meglio ogni outfit, aggiungendo quel tocco di eleganza, raffinatezza o sportività desiderato. Ecco perché sono sempre di più i consumatori che non si accontentano più di un semplice paio di scarpe che ben si abbini al proprio modo di vestire, ma gli utenti cercano sempre di più calzature in grado di comunicare agli altri qualcosa che fa parte di se, ed in grado di sposare alla perfezione le esigenze estetiche con quelle di comfort e benessere del piede.

Le calzature Bruno Bordese nascono proprio da questa esigenza, ed oggi offrono a tutti la possibilità di abbinare raffinatezza e ricercatezza ad una comodità che non teme paragoni, ma non solo. Grazie infatti agli ottimi materiali con i quali queste scarpe sono realizzate, nonché mediante tecniche di lavorazione sempre più sofisticate ed efficaci, questo importante marchio è in grado di fornire calzature destinate a durare nel tempo. www.revolutionconceptstore.it mette a tua disposizione un’ampia scelta di calzature Bruno Bordese adatte a qualsiasi momento della giornata o tipologia di impegno e, grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ciascun prodotto, potrai valutarne in dettaglio le caratteristiche proprio come se le stessi osservando da vicino. Se ami vestire bene e valorizzare il tuo abbigliamento con delle scarpe adeguate, se ami valorizzare la tua figura con calzature raffinate e realizzate con i migliori materiali, Bruno Bordese ha diverse proposte che ti consentiranno di completare il tuo abbigliamento esattamente nella maniera che desideri.

Mediclinics, una storia di successi

Vi sarà capitato di viaggiare ed utilizzare la toilette dei più importanti aeroporti mondiali: non avete mai fatto caso, quando vi asciugate le mani, al marchio Mediclinics? Storia di successi, storia di asciugamani elettrici… Il brand spagnolo, che da diversi anni ha una succursale a Milano, è presente, diffuso, noto e apprezzato ovunque per la qualità dei suoi prodotti. Potrete trovare per esempio asciugamani elettrici Mediclinics anche dall’altra parte del globo, oppure più semplicemente sulla Torre Eiffel o allo stadio Bernabeu. O, rimanendo nel nostro paese, da Burger King o McDonald.

Una storia lunga quarant’anni che oggi permette all’azienda di disporre di un catalogo prodotti vasto e completo, che illustra le diverse categorie di articoli commercializzati: non solo asciugamani elettrici, quindi, ma anche asciugacapelli, dispenser e accessori in acciaio, hotellerie e barre disabili. No Made in China, ed acciaio inox, quello vero… Mediclinics oggi punta tutto sull’innovazione, dedicando alla stessa grandi e continui investimenti, e curando al contempo aspetti ormai fondamentali nell’etica di una multinazionale, quali il risparmio energetico, l’ecologia ed il rispetto dell’ambiente. Una connotazione che è dimostrata ampiamente dai prestigiosi certificati Green Spec ottenuti negli anni.

Parlando di asciugamani elettrici, oggi ci sono quelli che possiamo definire “di nuova generazione”, ovvero Dualflowplus e Machflow, che mantengono la tradizione e rappresentano garantiscono l’evoluzione di una storia cominciata oltre 40 anni fa con Saniflow. Anche in tempi di crisi, Mediclinics ha scelto di continuare a produrre articoli che non avessero alcun compromesso in termini di qualità, ma veicolando la propria linee di prodotti sempre verso un’ottica di ottimo rapporto qualità/prezzo, per poter arrivare a qualsiasi cliente e soddisfarlo pienamente, in fase di pre e post vendita. Oggi la carta è un lontano ricordo per migliaia di imprese che si sono rivolte a loro.

Agenzie SEO

Eccoci qua ancora una volta a parlare di posizionamento di siti Internet: che si tratti di SEM, SEO o semplicemente geo-localizzazione, essere presenti in prima pagina quando un utente ricerca il nostro business è assolutamente fondamentale. Ecco allora che ci vengono in aiuto aziende specializzate in attività di questo tipo: attenzione, non stiamo parlando di vendita “keyword al chilo”, che è la tendenza di molte grosse società (italiane e non) ed un approccio totalmente errato all’argomento. Il cliente finale, infatti, non vuole investire semplicemente per apparire tra i primi risultati dei motori di ricerca su parole chiave stabilite “a tavolino”, ma vuole intercettare le reali richieste indirizzate al suo business.

WebSenior, agenzia SEO specializzata in posizionamento di siti web e con una propria sede nella zona di Monza, ci spiega come sviluppare un progetto di web marketing di successo: “l’analisi preliminare sarà il progetto portante di tutte le attività successive. Capire quali esigenze hanno i tuoi utenti e cosa cercano sul web, come lo cercano, perchè scelgono un sito piuttosto che un altro, come portarli alla conversione, ovvero ad una richiesta di contatto”. Ecco allora che un’accurata fase di analisi (e non la vendita al chilo della quale parlavamo) richiede tempo e conferma la serietà della proposta che possiamo ricevere dalla web agency di turno. E poi?

“La SEO riteniamo sia l’azione più efficace nel medio-lungo termine: ancora oggi molti utenti web preferiscono selezionare un risultato organico piuttosto che a pagamento, e l’investimento può ripagare in un arco di tempo ragionevole, chiaramente se il lavoro viene svolto in modo ottimale. Inoltre, non si rende necessario un budget mensile, perchè il grosso delle attività si concentra nei primi 6-12 mesi, e può portare a risultati durevoli nel tempo”.

Interessante no? Prossimamente parleremo però di come il posizionamento di siti web debba essere accompagnato da altre attività di web marketing efficaci ed in linea con gli obiettivi che si intendono raggiungere.

Smartphone, quasi 19,5 milioni di italiani lo usano a letto

Lo smartphone ormai ci accompagna durante tutta la giornata, ed è un “compagno” a cui non possiamo più rinunciare. Tanto che quasi un italiano adulto su 2, circa 19,5 milioni di persone, dichiara di utilizzare il cellulare anche a letto. Un po’ meno, quasi 11 milioni (25,2%), chi addirittura ammette di portarselo anche in bagno. E se forse non si dovrebbe sono tanti anche coloro che ammettono di usare il dispositivo mentre sono al lavoro: a dichiararlo il 20% del campione di un’indagine condotta da Facile.it. Una percentuale corrispondente a 8,7 milioni di individui. Ma sono quasi 2 milioni (4,6%) anche coloro che usano lo smartphone a tavola, percentuale che quasi raddoppia nella fascia di età 35-44 anni (8,5%).
Non stupisce, quindi, come molti utilizzino il cellulare anche in macchina, sostituendolo al navigatore. A usarlo per questo scopo sono più di 8,3 milioni di persone.

Le paure più comuni: perderlo o essere spiati
Sebbene la paura più diffusa legata al cellulare sia quella di perderlo, e con esso i contenuti al suo interno, indicata da più di 19,7 milioni di rispondenti (45,2%), 2,7 milioni di italiani (6,2%) sono preoccupati che il partner o i genitori possano accedere di nascosto ai contenuti presenti sul dispositivo. I più timorosi nel lasciare che il proprio partner guardi di nascosto il cellulare sono coloro di età compresa tra i 45 e i 54 anni (8,5%). I giovani appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni, invece, sono i più preoccupati nel far curiosare i genitori: rispetto a un valore italiano del 2,3%, la percentuale raggiunge addirittura l’8,2%.

I comportamenti errati più diffusi
Quanto ai comportamenti errati adottati da coloro che possiedono uno smartphone, più di un intervistato su 5 (9,6 milioni) ammette di non effettuare mai il backup dei dati, mentre 8,5 milioni dichiarano di aver impostato un PIN molto comune, o di non averlo impostato affatto.
Addirittura, più di 3 milioni di persone (7,2%) hanno memorizzato il PIN della carta di credito o della SIM direttamente nella rubrica del cellulare, comportamento molto pericoloso nel caso in cui il dispositivo venga perso o rubato. La percentuale arriva addirittura fino all’11,2% tra coloro che hanno un’età compresa fra 18 e 24 anni.

Per cosa viene utilizzato il cellulare?
Al netto delle telefonate e dei messaggi, che si posizionano in cima alla lista, più di 21,8 milioni di individui (50%), ammettono di usarlo per i social network, mentre più di 20,7 milioni (47,6%) per fare fotografie. Non sorprende scoprire, inoltre, come lo smartphone venga frequentemente usato anche come fonte di informazione, sia attraverso social network o siti specializzati (33,9 milioni di persone, 77,9%). Un utilizzo aumentato molto durante l’anno di pandemia, tanto che più di 6 italiani su 10 (64,5%, 28 milioni) dichiarano di aver incrementato l’uso del device proprio per informarsi. Sono quasi 14 milioni (31,9%), poi, coloro che indicano la gestione delle finanze personali come uno dei motivi per cui utilizzano maggiormente il cellulare.

A maggio 2021 sono 389mila le entrate previste dalle imprese

Sebbene in un quadro di incertezza si registrano una ripresa dell’attività economica globale e degli scambi commerciali, sostenuti soprattutto da Cina e USA.

Il clima di maggior fiducia delle imprese, dovuto ai recenti allentamenti delle restrizioni anti-Covid, produce quindi per il mese di maggio una crescita dei contratti sul mese precedente che risultano pari a +84mila, con un tasso di crescita del 27,5%. Le assunzioni programmate dalle imprese per il mese di maggio 2021 sono oltre 389mila, e nell’arco del trimestre maggio-luglio sfiorano 1,27 milioni. È quanto emerge dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, secondo cui aumenta anche la quota di imprese che programmano assunzioni, che passano dal 9% di aprile al 12% di maggio.

Cercano nuovo personale i settori del Made in Italy più vocati all’export

Sono alla ricerca di nuovo personale i settori del Made in Italy maggiormente vocati all’export, come la meccatronica e la metallurgia (rispettivamente 20mila e 16mila assunzioni programmate), l’alimentare e il sistema moda (entrambe con 11mila assunzioni) e la chimica-farmaceutica-gomma-plastica (9mila).

In generale, i contratti programmati dalle imprese dell’industria per maggio sono oltre 127mila. Elevata anche la domanda di lavoro delle imprese del comparto costruzioni che si attesta su circa 46mila assunzioni. Oltre 262mila sono invece i nuovi contratti previsti dalle imprese che operano nei servizi, in particolare nella ristorazione e nella filiera del turismo (oltre 67mila ricerche di personale), nelle attività ricreative, culturali e altri servizi alla persona (circa 50mila) e nelle attività commerciali (circa 46mila).

Le figure professionali più ricercate 

Secondo il Borsino Excelsior di maggio 2021 le figure più ricercate sono le professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi, con oltre 106mila ingressi. A seguire, gli operai specializzati (oltre 72mila ingressi), con un’elevata richiesta di addetti alle costruzioni (oltre 31 mila fra operai specializzati in costruzione, mantenimento e rifinitura) e meccanici, montatori, riparatori e manutentori di macchinari (oltre 10mila). In termini tendenziali, rispetto a maggio 2019 cresce la domanda soprattutto per le professioni a più elevata specializzazione (oltre 20mila entrate, con un tasso di crescita del 7,5%), in particolare per ingegneri (+7,9%) e specialisti in gestione (+7,4%). In aumento anche la domanda di tecnici in campo informatico (+25,8%) e ingegneristico (+19,8%), e per la gestione dei processi produttivi (+55,7%).

Mezzogiorno e Nord Est +26mila e +24mila ingressi previsti

Sul territorio si osserva come siano il Mezzogiorno, dove sono maggiori le attese per il settore turistico, e il Nord Est manifatturiero le aree con il più elevato incremento sul mese precedente delle entrate programmate. Rispettivamente, le due aree contano +26mila e +24mila ingressi previsti, sebbene proprio nel Mezzogiorno si registri ancora il più ampio divario rispetto ai livelli occupazionali di maggio 2019.

Lavorare più di 55 ore a settimana aumenta il rischio di morte

Rispetto a lavorare per 35-40 ore settimanali lavorare 55 ore o più a settimana aumenta il rischio di morte, poiché è associato a un aumento del rischio di ictus e cardiopatia ischemica, entrambi potenzialmente mortali. E la pandemia ha peggiorato la situazione: uno studio del National Bureau of Economic Research condotto in 15 Paesi ha mostrato che durante i lockdown il numero di ore di lavoro è aumentato di circa il 10%. Il telelavoro e lo smart working hanno infatti reso più difficile disconnettere i lavoratori dalle proprie mansioni. Ma la pandemia ha anche aumentato la precarietà del lavoro, che in tempi di crisi come quello che stiamo ancora vivendo tende a spingere coloro che hanno mantenuto la propria occupazione a lavorare di più.

La pandemia sta rafforzando la tendenza a lavorare troppe ore

A quantificare il danno dell’eccesso di ore lavorate sull’organismo dei lavoratori è uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), pubblicato di recente sulla rivista Environment International. Gli autori hanno sintetizzato i dati di dozzine di studi precedenti all’emergenza Covid, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di partecipanti. In pratica, lo studio punta il dito su come la pandemia da Covid-19 stia rafforzando in modo preoccupante la tendenza a lavorare troppe ore.

Più 35% rischio di ictus e più 17% rischio di morte per cardiopatia ischemica

Lo studio conclude che lavorare 55 ore o più a settimana è associato a un aumento stimato del 35% del rischio di ictus e del 17% del rischio di morte per cardiopatia ischemica rispetto a programmi settimanali che prevedono 35-40 ore di lavoro settimanali. Solo nel 2016, ad esempio, Oms e Ilo stimano che 398.000 persone sono morte per ictus e 347.000 per malattie cardiache dopo aver lavorato almeno 55 ore a settimana. Inoltre, riporta Ansa, tra il 2000 e il 2016 il numero di decessi per malattie cardiache legate a orari di lavoro prolungati è aumentato del 42%, cifra che si attesta al 19% per gli ictus.

Il telelavoro è diventato la norma, ma offusca i confini tra casa e lavoro

La pandemia, sostengono gli autori dello studio, ha peggiorato la situazione. “Con la pandemia, il telelavoro è diventato la norma in molti settori, spesso offuscando i confini tra casa e lavoro – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms -. Inoltre, molte aziende sono state costrette a ridimensionare o chiudere le loro attività per risparmiare denaro e le persone che continuano a essere impiegate nelle aziende finiscono per lavorare più a lungo ore”.

Come cambia la geografia delle città (e della vita) con la pandemia

Porti e stazioni svuotati: i luoghi lontani sembrano non esistere più. La libertà e la facilità di viaggiare, tra i fondamenti della contemporaneità, sembrano essere scomparse. Gli aeroporti hanno ridotto al minimo le loro operazioni. Tra marzo e dicembre 2019, 38 milioni di passeggeri sono transitati per l’aeroporto di Roma Fiumicino: nello stesso periodo del 2020, il numero è precipitato a 4,6 milioni. Malpensa è passata da 25 milioni di passeggeri a 3,6 milioni nel 2020.  Anche i treni ad alta velocità sono stati fortemente colpiti dalle misure anti contagio, con il conseguente crollo del turismo e dei viaggi d’affari. I passeggeri sui treni ad alta velocità di Trenitalia, che avevano visto una crescita significativa – dai 6,5  milioni del 2008 ai 40 milioni nel 2019 – hanno invece segnato una decisa contrazione, e l’offerta è stata notevolmente ridotta. Ad esempio la tratta Roma-Milano è scesa a 32 corse quotidiane in ogni senso di marcia, contro le 65 corse del 2019. 

Niente più turisti e attività culturali

Ovviamente tutte le limitazioni hanno colpito duro anche sul settore del turismo, tra i più segnati dalla pandemia. I dati provvisori, relativi alle presenze negli esercizi ricettivi del Paese nei primi nove mesi del 2020, testimoniano un dimezzamento dei volumi complessivi (-50,9% rispetto allo stesso periodo del 2019), con un crollo della domanda straniera (-69%) e un ridimensionamento rilevante del turismo interno (-33%). Allo stesso modo, le attività culturali si sono dovute fermare: i musei statati hanno visto i loro incassi passare dai 240 milioni di euro del 2019 ai 60 milioni del 2020. Per i cinema il calo è stato del 73%, mentre per i concerti quasi del 90%.

Come cambia la vita

Durante il lockdown il 56,4% degli occupati ha potuto continuare a svolgere la propria attività da remoto, mentre l’80% degli studenti italiani (6,7 milioni) ha seguito lezioni a distanza. Il 71,7% delle famiglie ha effettuato acquisti online, circa un terzo degli italiani ha utilizzato servizi di food delivery, circa la metà ha seguito dirette streaming. E sono 43 milioni gli italiani (l’84,3% dei maggiorenni) rimasti in contatto con amici e parenti grazie ai sistemi di videochiamata (3 milioni lo hanno fatto per la prima volta). Anche in questo mondo “casalingo”, però, è cresciuta la voglia di outdoor e pure una sensibilità green: le amministrazioni locali hanno ampliato l’offerta di percorsi ciclabili attraverso le 2ciclabili pop-up”: quasi 200 chilometri di ciclabili leggere nate quest’anno. E’ esploso anche il fenomeno dei monopattini: quelli offerti in sharing sono passati da 4.900 a 27.150 tra dicembre 2019 e settembre 2020.

Export lombardo, segnali di fiducia nell’ultimo trimestre

Se, in linea con l’andamento nazionale (-9,7%), il 2020 si è chiuso con una marcata contrazione dell’export lombardo (-10,6%), nell’ultimo trimestre dell’anno si intravedono segnali positivi. Dopo essere scese a 24 miliardi nel secondo trimestre, le esportazioni della regione sfiorano i 32 miliardi e registrano un incremento del 13,6% rispetto al trimestre precedente. Secondo il rapporto di Unioncamere Lombardia sul commercio estero lombardo nel 4° trimestre 2020, la seconda ondata della pandemia non ha fermato le attività produttive, e la ripresa avviata nei mesi estivi è proseguita, consentendo un ulteriore recupero degli scambi con l’estero. In particolare per mezzi di trasporto (+13,2% tendenziale), prodotti alimentari (+3,1%), computer e apparecchi elettronici (+2,4%), e sostanze e prodotti chimici (+1,9%).

Le dinamiche settoriali a confronto

Continuano invece a registrare forti perdite tendenziali i prodotti tessili, pelli e accessori (-16,6%), gli altri prodotti (-9,5%) e gli articoli farmaceutici (-7,8%). Complessivamente per il 2020 si registra, invece, una contrazione dei valori diffusa a quasi tutte le tipologie di prodotto, con in positivo solo gli articoli farmaceutici (variazione annua +7,6%) e gli alimentari (+1,3%). Variazioni annue negative, ma ancora contenute, per computer, apparecchi elettronici e ottici (-5,7%), sostanze e prodotti chimici (-7,4%) e gomma e materie plastiche (-9,1%). Le contrazioni più consistenti riguardano prodotti tessili, pelli e accessori (-19,7%), l’aggregato degli altri prodotti (-15,7% in prevalenza mobili), i mezzi di trasporto (-15,1%), i metalli di base e prodotti in metallo (-13,2%) e macchinari ed apparecchi (-12,1%).

I flussi verso i mercati esteri

Nonostante l’emergenza sanitaria abbia influito negativamente sull’economia mondiale anche nell’ultimo quarto dell’anno, gli scambi commerciali tra alcuni paesi si sono mantenuti dinamici, consentendo una svolta tendenziale positiva. Ciò nonostante le perdite per l’intero 2020 restano consistenti verso tutte le aree. L’export verso i paesi della Ue ha perso il 10,6%, soprattutto per la contrazione dei flussi verso Germania (-10,9%), Francia (-12,8%), Spagna (-12,7%) e Regno Unito (-14,5%). Svizzera (-4,8%), Russia (-15,3%) e Norvegia (-21,2%) determinano il risultato negativo per i paesi europei non Ue (-7,4%). Forti contrazioni si registrano per l’export verso l’America settentrionale (-6,8%), mentre l’export verso l’Asia orientale (-8,7%) sconta le forti contrazioni dei flussi verso Hong Kong (-22,3%) e Giappone (-15,3%), ma registra una perdita contenuta verso la Cina (-0,5%). L’Asia centrale ha ridotto i valori del 20,4% con il maggior contributo negativo da parte dell’India (-19,9%).

Migliorano anche le importazioni

Anche le importazioni lombarde mostrano un miglioramento del quadro congiunturale a fine anno (+17,2%) e nel trimestre tornano sopra i 33 miliardi. La variazione tendenziale è ancora negativa (-2,8%), ma contenuta. Complessivamente il 2020 registra un calo delle importazioni lombarde in valore dell’11,0%, fermandosi a 119 miliardi di euro contro i 134 miliardi importati negli anni precedenti. I risultati dei valori di import ed export portano nel quarto trimestre a un incremento del deficit commerciale della Lombardia, che si attesta a 1,1 miliardi di euro. Complessivamente però il 2020 chiude con un saldo positivo di 81 miliardi di euro.

Lombardia, negozi chiusi per quattro mesi. L’allarme di Confesercenti

A causa del Covid-19 in Lombardia i pubblici esercizi sono stati chiusi per quattro mesi, e l’Italia è tornata ai livelli di spesa di oltre vent’anni fa. Insomma, da emergenza sanitaria a catastrofe economica. Per l’economia e le imprese, il bilancio di Confesercenti del primo anno di pandemia è un vero e proprio bollettino di guerra. Dal primo lockdown della primavera scorsa alla seconda ondata di contagi, i dodici mesi di convivenza forzata con il virus sono costati all’Italia una riduzione di 183 miliardi di euro del Pil, e una riduzione di 137 miliardi per i consumi, di cui 36 da addebitare all’assenza di turisti. In pratica, abbastanza da riportare la spesa ai livelli del 1997, un passo indietro di 24 anni.

L’impatto della crisi colpisce soprattutto bar e ristoranti

È quanto emerge dal dossier Le imprese nella pandemia: marzo 2020 – marzo 2021, predisposto da Confesercenti a un anno di distanza dal primo lockdown per fare il punto sull’impatto della crisi generata dalla pandemia sul sistema economico. Se nel periodo da marzo 2020 a marzo 2021 i pubblici esercizi in Lombardia sono stati chiusi per un totale di 123 giorni, su una media nazionale di 119, l’impatto della crisi potrebbe essere particolarmente forte per le imprese attive come bar e ristoranti (-51.085 a fine 2021) e negozi di abbigliamento (-14.881). Più in particolare, in Lombardia, questo si potrebbe tradurre in un potenziale decremento di -7.589 unità attive come pubblici esercizi e di -1.715 negozi di commercio e moda.

Nel 2021 a rischio circa 2 milioni posti di lavoro

In questi dodici mesi le imprese hanno perso 148 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 65 ascrivibili al commercio, gli alberghi e la ristorazione. Tra crisi prolungata, e “ristori” ancora insufficienti, le attività economiche sono ormai al limite, bisognose di una terapia intensiva. Si tratta di una catastrofe, sottolinea Confesercenti, che ha già ‘licenziato’ 262 mila lavoratori autonomi, e che non è ancora terminata. Se non arriveranno sostegni adeguati nel 2021 rischiano infatti di cessare la propria attività 450 mila imprese, per una perdita complessiva di circa 2 milioni di posti di lavoro tra dipendenti e indipendenti, di cui la metà nei servizi e nel turismo.

Servono misure economiche tempestive e proporzionate

“Bisogna assolutamente accelerare il piano vaccinale – commenta Andrea Painini, Vicepresidente Regionale di Confesercenti Lombardia – e servono misure economiche tempestive e proporzionate che permettano alle imprese non solo di ‘tamponare’ i danni di quest’ultimo anno, ma di poter sperare di rilanciarsi appena sarà possibile”.

Giovani dal futuro incerto, 1 su 4 è preoccupato per il lavoro

Cresce in maniera esponenziale il senso di precarietà, ma per i giovani italiani che stanno diventando grandi nel bel mezzo della crisi il tema è davvero importante. Vogliono pensare al futuro, avere speranze come tutti a quell’età, ma l’emergenza sanitaria non ancora finita genera in loro grandi preoccupazioni. Così, un giovane su 2 descrive come peggiorata la propria condizione, e uno su 4 è preoccupato soprattutto per il lavoro. La conferma arriva dall’Osservatorio sulle Giovani Generazioni di Flowe, condotto da AstraRicerche, che delinea il futuro post-Covid visto con gli occhi dei 15-30enni.

Forte disillusione verso la società italiana

Il futuro è avvertito dai giovani come incerto, ma per loro resta ferma l’importanza del mondo lavorativo. Il 47,9% considera il lavoro come l’aspetto prioritario per il proprio futuro, superiore anche ad amici (45,4%) e famiglia (44,9%). La disillusione verso la società italiana e lo scoraggiamento verso il mondo del lavoro, avvertito come problematico, complesso, non aperto a sufficienza ai giovani, sono forti: 2 ragazzi su 3 dicono di dover accettare lavori non all’altezza (64,4%) e di vedere la scelta del lavoro all’estero come una necessità (62,7%), mentre un giovane su 3 non è convinto delle scelte che ha fatto per raggiungere gli obiettivi prefissati, riporta Ansa.

L’80,8% è preoccupato per il futuro del mondo

Circa la metà degli intervistati (44,8%) dichiara poi che la situazione è peggiorata rispetto al 2019, prevalgono pessimismo (40%) e paura (38,6%). L’80,8% degli intervistati si dichiara preoccupato per il futuro del mondo, per il proprio futuro (66,4%), per il futuro della famiglia (54,2%). A livello personale preoccupano i problemi economici e di lavoro (25,6%), seguiti da salute (15,8%) e ricadute psicologiche (10,6%), mentre più in generale, la crisi economico-finanziaria internazionale (77,1), il cambiamento dell’economia mondiale (72,8%), la debolezza o l’assenza di relazioni e la solitudine (70,5%), la salute (61,6%) e l’ambiente (55,7%).

Emerge la speranza sul futuro a lungo termine

La speranza sembra però emergere quando si pensa a un futuro a lungo termine. Pensando al futuro fra 5 anni, infatti, l’ottimismo prevale sul pessimismo (38,8%), così come la serenità sulla paura (36,8%). Secondo i giovani i singoli cittadini possono comunque impegnarsi personalmente per affrontare il problema della disoccupazione, principalmente attraverso la formazione scolastica (41,6%), o continuativa e specializzante (59,5%). Per il 64,4% degli intervistati sono tutti chiamati a essere responsabili e ad affrontare le problematiche ambientali, sia attraverso la raccolta differenziata, sia cercando di limitare gli sprechi, facendo acquisti ecologici, e spostandosi con i mezzi pubblici.