L’importanza della formazione per un estetista professionale

Se vuoi dedicarti all’estetica e alla bellezza, lavorando sulla tua formazione e ottenere un lavoro in questo ambito, abbiamo qualcosa da dirti che può interessarti. Il settore della bellezza e dell’estetica continuano a registrare il crescente interesse da parte degli utenti, ed offrono per questo diverse opportunità di lavoro. La chiave per distinguersi in un settore così competitivo è sicuramente quella di avere solide basi e non smettere mai di imparare: i professionisti del settore della bellezza sottolineano spesso che si tratta di una professione che necessita assolutamente di preparazione ed un alto profilo a livello di formazione, quindi se pensi che questo settore possa fare per te, sappi che ti aspettano degli studi indispensabili.

Per poter dunque entrare nel mondo dell’estetica professionale e della bellezza, è meglio seguire una formazione professionale di livello superiore così da poter iniziare sin da subito a proporre la propria candidatura a centri benessere e centri estetici al termine degli studi, così come avviarsi ad una carriera da libero professionista.

Seguendo il corso estetista organizzato da Academia BSI imparerai a servire il cliente, la depilazione, la decorazione delle unghie, l’arte del trucco, correggere gli inestetismi, pulire la pelle o ricevere un massaggio, tra le altre cose. Ciò consentirà allo studente di potersi candidare e lavorare all’interno di strutture e centri estetici di ogni tipo in cui si offrano servizi di bellezza, ma anche l’intraprendere la carriera da libero professionista.

Cosa fa un estetista professionista

Un estetista professionista ha il compito di consigliare i suoi clienti sulle cure che potrebbero regalare maggior beneficio sul loro corpo e sulla pelle, nonché di eseguire tali trattamenti di bellezza per aiutarli ad avere un aspetto migliore. Questi possono essere viso o corpo ed includono trattamenti di ogni tipo in grado di correggere inestetismi o migliorare determinati punti di forza dell’aspetto estetico di una persona.

La missione di un estetista: migliorare l’immagine dei propri clienti

Nella nostra società, l’immagine personale è praticamente tutto. Una persona che si sente bene con se stessa ha una migliore autostima, costruisce buone relazioni interpersonali, interagisce meglio con gli altri ed è ancora più felice. Da ciò è facile intuire in che modo che un’estetista professionista abbia l’opportunità di cambiare la vita di una persona attraverso l’abbellimento fisico: ti fa sentire bene l’idea di immaginare di essere in grado aiutare altre persone a migliorare la propria immagine personale? Questa sarebbe proprio la tua missione se intraprenderai questo percorso professionale.

Come diventare un estetista professionista

Sebbene alcune persone si considerino dotate di un talento naturale, l’estetica è una professione e, pertanto, richiede studi e la padronanza di tecniche e manovre realmente in grado di influire sul benessere di chi riceve tali trattamenti.

La formazione di estetista è la stessa di qualsiasi altra professione, e grazie ai rinomati professionisti formatori di Academia BSI riceverai la formazione adatta che ti consentirà di essere immediatamente operativo senza dover integrare con ulteriori corsi o specializzazioni.

È essenziale acquisire queste conoscenze in un’accademia certificata perché ci sono tecniche e macchinari che richiedono preparazione ed una certa esperienza alle spalle. Per fare un esempio, esistono procedure che richiedono l’utilizzo di dispositivi di micropigmentazione, macchine per unghie 3D istantanee o pulizia del viso attraverso la dermoabrasione.

Una preparazione professionale riduce dunque i rischi per la salute e la sicurezza che il paziente possa ricevere il trattamento che ha scelto usufruendo di tutti i vantaggi e senza rischiare nulla.

Le caratteristiche di una buona friggitrice elettrica

Se stai cercando una guida aggiornata e completa che possa aiutarti a scegliere le friggitrici elettriche più adatte alle tue esigenze tra le offerte elettrodomestici in corso, ecco la guida che ti serve. Prendi in considerazione questi consigli per individuare la friggitrice perfetta in grado di aiutarti a preparare tutti i tuoi cibi fritti preferiti da portare in tavola.

Le friggitrici senza olio sono perfette per chi cerca di consumare meno grassi e prendersi cura della propria salute. Esse riducono fino all’80% i grassi presenti nei pasti, poiché il loro funzionamento è basato sull’aria calda. Se stai cercando una friggitrice che garantisca pasti più sani, le friggitrici senza olio sono perfette per te.

Le friggitrici ad acqua e olio sono prodotti che garantiscono un ottimo risparmio di olio, grazie alla loro zona fredda in cui cadono tutti i residui e che impedisce loro di bruciare. In questo modo potrai usare il tuo olio più a lungo.

Il prezzo delle friggitrici elettriche varia molto a seconda del tipo, della marca, dimensioni ed altri fattori. Ad esempio, le friggitrici ad aria calda (dette anche “friggitrici senza olio”) hanno un prezzo più elevato perché dispongono di una tecnologia migliore. Anche le friggitrici industriali hanno un prezzo più elevato rispetto gli altri tipi di friggitrici elettriche esistenti, a causa delle loro dimensioni e capacità di lavoro.

D’altra parte, le piccole friggitrici hanno un prezzo inferiore per via delle dimensioni ridotte, ma sono comunque elettrodomestici compatti che si adattano a qualsiasi tipo di spazio in cucina. Una buona friggitrice è quella che permette di avere il pieno controllo della frittura sia per il livello di temperatura che per i tempi di cottura, oltre ad essere facile da pulire.

La capacità è inoltre un punto da prendere in grande considerazione quando si pensa a quale friggitrice elettrica acquistare. La capacità di una friggitrice è misurata in litri, e quelle per uso domestico hanno solitamente una capacità che va da uno a cinque litri, il che è più che sufficiente per tutti i cibi fritti in famiglia. In particolare, friggitrici con capacità di 1 litro sono perfette per un massimo di due persone.

La potenza in una friggitrice elettrica è anch’essa molto importante, perché ti permetterà di preparare tutti gli alimenti fritti che desideri nel modo più semplice e veloce possibile, oltre ad avere un tempo di riscaldamento inferiore. La potenza nelle friggitrici è misurata in Watt, e quella consigliata è di minimo 1000 Watt.

Infine, una delle caratteristiche importanti che ogni friggitrice dovrebbero è il controllo del timer e della temperatura, in quanto faciliterà le operazioni e ti permette di avere il controllo perfetto del macchinario.

Calzature Bruno Bordese, la qualità ai tuoi piedi

Oggi tutti amiamo vestire in una certa maniera e comunicare a chi ci osserva qualcosa della nostra personalità e del nostro modo di essere già in base agli indumenti o accessori che indossiamo. Avere un abbigliamento adeguato per il lavoro così come per il tempo libero o gli appuntamenti mondani è segno di grande cura e caratterizza ogni persona. Le scarpe ad esempio, sono un accessorio importante ed in grado di completare al meglio ogni outfit, aggiungendo quel tocco di eleganza, raffinatezza o sportività desiderato. Ecco perché sono sempre di più i consumatori che non si accontentano più di un semplice paio di scarpe che ben si abbini al proprio modo di vestire, ma gli utenti cercano sempre di più calzature in grado di comunicare agli altri qualcosa che fa parte di se, ed in grado di sposare alla perfezione le esigenze estetiche con quelle di comfort e benessere del piede.

Le calzature Bruno Bordese nascono proprio da questa esigenza, ed oggi offrono a tutti la possibilità di abbinare raffinatezza e ricercatezza ad una comodità che non teme paragoni, ma non solo. Grazie infatti agli ottimi materiali con i quali queste scarpe sono realizzate, nonché mediante tecniche di lavorazione sempre più sofisticate ed efficaci, questo importante marchio è in grado di fornire calzature destinate a durare nel tempo. www.revolutionconceptstore.it mette a tua disposizione un’ampia scelta di calzature Bruno Bordese adatte a qualsiasi momento della giornata o tipologia di impegno e, grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ciascun prodotto, potrai valutarne in dettaglio le caratteristiche proprio come se le stessi osservando da vicino. Se ami vestire bene e valorizzare il tuo abbigliamento con delle scarpe adeguate, se ami valorizzare la tua figura con calzature raffinate e realizzate con i migliori materiali, Bruno Bordese ha diverse proposte che ti consentiranno di completare il tuo abbigliamento esattamente nella maniera che desideri.

Mediclinics, una storia di successi

Vi sarà capitato di viaggiare ed utilizzare la toilette dei più importanti aeroporti mondiali: non avete mai fatto caso, quando vi asciugate le mani, al marchio Mediclinics? Storia di successi, storia di asciugamani elettrici… Il brand spagnolo, che da diversi anni ha una succursale a Milano, è presente, diffuso, noto e apprezzato ovunque per la qualità dei suoi prodotti. Potrete trovare per esempio asciugamani elettrici Mediclinics anche dall’altra parte del globo, oppure più semplicemente sulla Torre Eiffel o allo stadio Bernabeu. O, rimanendo nel nostro paese, da Burger King o McDonald.

Una storia lunga quarant’anni che oggi permette all’azienda di disporre di un catalogo prodotti vasto e completo, che illustra le diverse categorie di articoli commercializzati: non solo asciugamani elettrici, quindi, ma anche asciugacapelli, dispenser e accessori in acciaio, hotellerie e barre disabili. No Made in China, ed acciaio inox, quello vero… Mediclinics oggi punta tutto sull’innovazione, dedicando alla stessa grandi e continui investimenti, e curando al contempo aspetti ormai fondamentali nell’etica di una multinazionale, quali il risparmio energetico, l’ecologia ed il rispetto dell’ambiente. Una connotazione che è dimostrata ampiamente dai prestigiosi certificati Green Spec ottenuti negli anni.

Parlando di asciugamani elettrici, oggi ci sono quelli che possiamo definire “di nuova generazione”, ovvero Dualflowplus e Machflow, che mantengono la tradizione e rappresentano garantiscono l’evoluzione di una storia cominciata oltre 40 anni fa con Saniflow. Anche in tempi di crisi, Mediclinics ha scelto di continuare a produrre articoli che non avessero alcun compromesso in termini di qualità, ma veicolando la propria linee di prodotti sempre verso un’ottica di ottimo rapporto qualità/prezzo, per poter arrivare a qualsiasi cliente e soddisfarlo pienamente, in fase di pre e post vendita. Oggi la carta è un lontano ricordo per migliaia di imprese che si sono rivolte a loro.

New Team | Agenzia di Comunicazione a Milano

New Team è una agenzia comunicazione Milano innovativa e dinamica che fa della creatività un potente strumento per consentire alle aziende, di qualsiasi settore merceologico, di ottenere sui propri clienti quell’effetto di stupore e meraviglia che solo un evento organizzato con massima cura può dare. La mission di questa solida realtà del settore è proprio quella di organizzare splendidi eventi aziendali, convention, congressi e viaggi incentive sia a livello nazionale che internazionale. Solo attraverso una profonda dedizione e cura per i dettagli è possibile raggiungere determinati livelli di perfezione, e New Team è da sempre impegnata alla ricerca di nuove tecnologie, idee e possibilità di comunicazione che consentano l’organizzazione di eventi sempre più d’effetto, che lascino il segno in chi partecipa e che contribuiscano in maniera determinante al rafforzamento del brand. Massima cura è ovviamente dedicata anche alla scelta della location più adatta ad ospitare l’evento in questione e l’individuazione del catering giusto.

Anche la scelta degli impianti audio e video sarà importante, così come apporterà valore quella del servizio fotografico più adeguato e la gestione delle hostess. Gli ospiti avranno realmente la sensazione di essere molto importanti per voi, in quanto sarà concretamente tangibile l’attenzione e la cura che è stata adoperata in ogni singola fase dell’organizzazione e della preparazione del vostro evento aziendale. Sono numerosissime le aziende che hanno già deciso di servirsi dei servizi di New Team, affidando in toto la preparazione, organizzazione e gestione dei propri eventi aziendali. Il portfolio è dunque ricco di aziende di assoluto spessore e considerate leader nel settore di appartenenza, il che riempie lo staff New Team di orgoglio e rappresenta al tempo stesso un motivo per fare sempre meglio e raggiungere nuovi traguardi, vincere nuove sfide. E’ possibile contattare la New Team al recapito telefonico +390396260808 per qualsiasi tipo di dubbio o informazione sui servizi.

Agenzie SEO

Eccoci qua ancora una volta a parlare di posizionamento di siti Internet: che si tratti di SEM, SEO o semplicemente geo-localizzazione, essere presenti in prima pagina quando un utente ricerca il nostro business è assolutamente fondamentale. Ecco allora che ci vengono in aiuto aziende specializzate in attività di questo tipo: attenzione, non stiamo parlando di vendita “keyword al chilo”, che è la tendenza di molte grosse società (italiane e non) ed un approccio totalmente errato all’argomento. Il cliente finale, infatti, non vuole investire semplicemente per apparire tra i primi risultati dei motori di ricerca su parole chiave stabilite “a tavolino”, ma vuole intercettare le reali richieste indirizzate al suo business.

WebSenior, agenzia SEO specializzata in posizionamento di siti web e con una propria sede nella zona di Monza, ci spiega come sviluppare un progetto di web marketing di successo: “l’analisi preliminare sarà il progetto portante di tutte le attività successive. Capire quali esigenze hanno i tuoi utenti e cosa cercano sul web, come lo cercano, perchè scelgono un sito piuttosto che un altro, come portarli alla conversione, ovvero ad una richiesta di contatto”. Ecco allora che un’accurata fase di analisi (e non la vendita al chilo della quale parlavamo) richiede tempo e conferma la serietà della proposta che possiamo ricevere dalla web agency di turno. E poi?

“La SEO riteniamo sia l’azione più efficace nel medio-lungo termine: ancora oggi molti utenti web preferiscono selezionare un risultato organico piuttosto che a pagamento, e l’investimento può ripagare in un arco di tempo ragionevole, chiaramente se il lavoro viene svolto in modo ottimale. Inoltre, non si rende necessario un budget mensile, perchè il grosso delle attività si concentra nei primi 6-12 mesi, e può portare a risultati durevoli nel tempo”.

Interessante no? Prossimamente parleremo però di come il posizionamento di siti web debba essere accompagnato da altre attività di web marketing efficaci ed in linea con gli obiettivi che si intendono raggiungere.

Il futuro delle imprese lombarde è digital e green

Digitalizzazione, sostenibilità, formazione e infrastrutture sono le parole chiave e le vie da percorrere per poter immaginare il futuro delle imprese lombarde, senza temere i cambiamenti. Il futuro delle imprese e della fabbriche in Italia, in particolare, del settore manifatturiero, è il tema di cui hanno discusso il vicepresidente di Assolombarda Antonio Calabrò, il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, e Alberto Dossi, vicepresidente Assolombarda con delega alle Politiche Industriali, in occasione del forum Ansa Incontra organizzato presso la sede di Assolombarda a Milano.

Le imprese vivono nel cambiamento, sarebbe un errore gravissimo essere tecnofobi  

“Le imprese vivono nel cambiamento, esistono perché governano il cambiamento e producono cose legate al cambiamento. Un errore gravissimo sarebbe essere tecnofobi e aver paura delle tecnologie”, ha commentato Antonio Calabrò. Secondo Alberto Dossi, curatore del volume Il futuro della fabbrica, dedicato ai temi strategici per la crescita del Paese, “stiamo attraversando un momento difficilissimo”. La quarta rivoluzione industriale porta infatti cambiamenti epocali, dal modo in cui fare impresa ai processi produttivi, e dai prodotti fino al lavoro dell’uomo, riporta Ansa.

Servono un’agenda di priorità e un Piano di politica industriale nazionale

“Per il World Economic Forum il 70% delle imprese nel mondo si stanno dirigendo verso una forte digitalizzazione e anche noi dovremo fare questo”, aggiunge il vicepresidente Dossi. Tra le nuove sfide delle imprese rientrano però anche la sostenibilità, la decarbonizzazione, l’eliminazione degli sprechi, e il risparmio energetico. Senza dimenticare il ruolo “delle persone all’interno delle fabbriche – sottolinea Dossi – perché l’industria del domani farà in modo che i lavori ripetitivi siano fatti da sistemi di Intelligenza Artificiale, per lasciare però spazio alla capacità di decisione, all’intelligenza creativa e relazionale che spetta all’uomo”. In questa ottica “il decisore politico deve essere un facilitatore – continua Dossi – servono un’agenda di priorità e un Piano di politica industriale nazionale. È un atto di responsabilità per rilanciare il futuro economico e sociale del Paese, un investimento di lungo termine essenziale per non restare indietro nella competizione globale.

Il sistema della formazione è indispensabile

Per il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, tra le parole chiave per le imprese del futuro c’è sicuramente la formazione. “Il sistema della formazione è indispensabile non solo per le imprese, ma anche per la sopravvivenza dei territori – spiega Ferruccio Resta -. Le nostre scuole e università sono le infrastrutture della conoscenza, così come le imprese sono le infrastrutture del lavoro. Bisogna smettere di pensare che la formazione, qualunque sia, sia un costo e non un investimento. Se vogliamo dare futuro al Paese l’investimento su scuola e conoscenza deve essere centrale”.

L’identikit degli italiani, un popolo di contraddizioni

Gli italiani sono un popolo “incattivito”, poco tollerante verso gli stranieri, ma allo stesso tempo sensibile ai temi ambientali e amante degli animali. Insomma, altro che poeti, santi e navigatori. Secondo l’identikit tracciato da Eurispes nel rapporto Italia 2020, il profilo che emerge mostra le contraddizioni di un Paese sfiduciato e in apprensione, in cui  mancano le regole che permettano di ”rimboccarsi le maniche e di identificare soluzioni”, spiega il presidente Eurispes, Gian Maria Fara. Tanto che la maggior parte dei cittadini, in qualche misura, giustifica l’evasione fiscale. E se per il 25,1% evadere non è grave se se si fa fatica a sostenere la pressione fiscale, per il 19,6% è grave per chi possiede grandi patrimoni, e per il 9% non è grave, perché in Italia la pressione fiscale è eccessiva.

Risparmi e consumi. Il Sud penalizzato

La metà dei cittadini, continua il rapporto, continua a polverizzare i risparmi, mentre un italiano su 10 è vittima di usura. Quest’anno il 27% degli italiani probabilmente non riuscirà a risparmiare nei prossimi dodici mesi e il 24,8% ne è certo. E per contenere le spese nell’ultimo anno, il 32,5% ha rinunciato a effettuare controlli medici e di prevenzione e il 27,3% ha tagliato le spese dentistiche. Ma, sempre secondo il rapporto, tra il 2000-2017 il Centro Nord dell’Italia ha sottratto al Sud una fetta di spesa pubblica di circa 840 miliardi di euro, pari a 46,7 miliardi di euro l’anno. In altre parole, ciascun cittadino meridionale ha ricevuto in media 3.022 euro in meno rispetto a un suo connazionale residente al Centro-Nord, riporta Adnkronos.

Più scuola e più lavoro

Buona parte dei cittadini (52,4%) si trova d’accordo sul fatto che si debba estendere l’obbligo scolastico fino alle scuole medie superiori. L’ipotesi che al termine della scuola dell’obbligo si introducano sei mesi di servizio civile obbligatorio raccoglie invece il 54,1% di consensi. Ed è accolta in maniera negativa l’eventualità della riduzione del numero delle Università presenti in Italia, ma il 33,3% si dice favorevole. Il 41,2% degli italiani poi sostiene che qualche familiare si sia trasferito per migliorare la propria situazione economica/lavorativa. Nel 22,9% dei casi si è trattato di trasferimenti in un’altra città italiana e nel 18,3% all’estero.

Il problema del clima e l’amore per i pet

Il riscaldamento globale è un problema urgente per un quarto degli italiani. Se le economie mondiali non saranno convertite in uno stile di vita sostenibile, entro il 2050 buona parte degli ecosistemi terrestri collasseranno, e gli italiani ne sono consapevoli. Quanto all’abitudine di adottare un animale domestico, fra gli italiani è sempre più diffusa. Quattro italiani su dieci (39,5%) accolgono almeno un animale in casa. In particolare, nel 20,7% dei casi uno solo, nel 9,6% dei casi due, nel 5,6% tre, e nel 3,6% più di tre. In quasi la metà dei casi si tratta di un cane (48,8%), mentre a scegliere un gatto sono il 29,6%. Il restante 21,6% si divide tra i possessori di uccelli (3,5%), tartarughe (3,4%), pesci (2,9%), criceti (2,4%), conigli (2,3%), cavalli (1,8%), rettili (1%).

Buoni propositi digitali, nel 2020 meno tempo sullo schermo e più sicurezza

Nel 2020 oltre il 40% degli utenti ha intenzione di cambiare il proprio stile di vita digitale mettendo in pratica alcuni buoni propositi. Soprattutto quello di ridurre il tempo trascorso in compagnia dei propri dispositivi tecnologici. Ma quello appena concluso è stato un anno molto difficile per i dati personali degli utenti. Secondo un’indagine di Kaspersky rispetto al 2018, infatti, il furto di password è aumentato del 60%, così come il numero di furti legati alle credenziali di accesso. In particolare quelli per accedere ai siti web per adulti. aumentato di oltre il 100%. D’altronde, oltre la metà degli utenti di internet (56%) ritiene impossibile che nel mondo digitale moderno si possa parlare di privacy online. E un utente su tre (32,3%) dichiara di non sapere come proteggere la propria privacy in rete.

Proteggere la privacy e ridurre i livelli di stress informatico

Non sorprende quindi che il nuovo sondaggio condotto da Kaspersky abbia dimostrato che il 42,3% degli utenti metterà in pratica alcuni buoni propositi digitali per il 2020. Come quello di proteggere maggiormente la propria privacy digitale. Quest’anno gli utenti punteranno a mantenere standard più elevati di comportamento online, per garantire la propria salute e la privacy in rete. E lo faranno adottando, per la prima volta, alcune precauzioni, come usare password più sicure e tentare di ridurre i livelli di stress informatico.

Uno stile di vita più cyber-savvy sarà uno dei trend del nuovo anno

Sono molte le aree in cui gli utenti desiderano apportare dei miglioramenti. Per il 29,1% degli intervistati da Karpesky l’obiettivo per il nuovo anno sarà ridurre il tempo trascorso davanti a uno schermo, mentre per il 18,3% sarà quello di smettere di addormentarsi con lo smartphone accanto al cuscino. Questi dati dimostrano come il desiderio di digital detox sia in continuo aumento. Un quarto degli intervistati poi ha scelto di eseguire più backup e ripulire regolarmente il proprio desktop, mentre l’11,2% desidera cancellare tutti gli amici di Facebook mai incontrati di persona. Insomma, pare che uno stile di vita più cyber-savvy sarà uno dei trend del nuovo anno.

Imparare a tenere al sicuro le informazioni personali

Per aiutare gli utenti a rendere il 2020 l’anno più sicuro online, Kaspersky invita perciò a seguire alcuni semplici passi per tenere al sicuro le informazioni digitali personali. Innanzitutto applicare le patch e un software di sicurezza internet per proteggere i dispositivi utilizzati per le transazioni online. Poi, utilizzare una password unica e complessa per ciascun account online e controllare attentamente le impostazioni per la privacy e la sicurezza, limitando ciò che può essere visto e condiviso. Ricordarsi inoltre di disattivare le applicazioni e le funzioni quando non vengono utilizzate, disattivare i servizi di tracking e localizzazione, e cancellare regolarmente i cookie. Last but not least, verificare l’e-mail con servizi come Have I Been Pwned per controllare che gli account non siano stati compromessi.

Il Tax Free Shopping in Europa

Dopo un 2018 debole i primi dieci mesi del 2019 evidenziano un trend positivo per il Tax Free Shopping in Europa, che segna +10% rispetto al 2018, e +8% da agosto a ottobre. A questi risultati ha fortemente contribuito la spesa degli Elite Shoppers internazionali, viaggiatori dal potenziale elevato, che pesano per il 17% sul totale dei volumi di spesa. Un incremento trainato principalmente dai turisti Elite americani, provenienti dal Sud Est Asiatico, e dagli arabi. È quanto emerge dai dati Global Blue, società nei servizi di Tax Free Shopping, secondo il quale in Europa si evidenzia l’ottima performance della Spagna, che segna +20% nei primi dieci mesi di quest’anno, e +21% nel trimestre agosto-ottobre.

I turisti americani trainano le vendite

Buono anche il trend registrato dalla Gran Bretagna, con un +11% sia nei dieci mesi sia negli ultimi tre, mentre in controtendenza Germania e Francia, che hanno registrato vendite tax free positive nei dieci mesi dell’anno (rispettivamente, +2% e +1%), ma negative nei tre mesi agosto-ottobre, entrambe a -2%. In Europa il Tax Free Shopping è trainato principalmente dai turisti americani, che con un peso dell’8% sul totale hanno fatto segnare un incremento degli acquisti pari al 25% rispetto al 2018. Crescita a doppia cifra anche per i viaggiatori arrivati dal Sud Est Asiatico (+15%) e di quelli giunti dai Paesi del Golfo (+13 che coprono rispettivamente il 7% e l’11% del totale delle vendite tax free europee.

In Italia, +16% in 10 mesi e +23% negli ultimi tre

In Italia il Tax Free Shopping ha registrato una crescita del 16% nei mesi che vanno da gennaio a ottobre 2019, e +23% da agosto a ottobre. Nel 2018, in Italia, il 65% degli acquisti tax free degli Elite Shopper è rientrato nella categoria Lusso, suddivisa fra beni di puro Luxury (35%) e Hard Luxury (30%), ovvero per prodotti di valore medio superiore a 1.500 euro. Nel nostro Paese, poi, una quota significativa (25%) di questa categoria di viaggiatori ha acquistato beni definiti di Affordable Luxury, con un costo tra i 750 e i 1.500 euro (categoria che ha pesato per il 13% a livello europeo).

Gli Elite Shopper in Italia sono cinesi, e spendono mediamente 27.000 euro

La prima nazionalità di Elite Shopper in Italia è rappresentata dai cinesi, con il 35% del totale, seguiti da russi (12%), asiatici e arabi (entrambi 11%) e statunitensi (7%). I dati Global Blue hanno permesso anche di creare indicatori utili per capire l’attrattività dei singoli Paesi. E l’Italia per i turisti Elite si classifica al secondo posto per appeal (il 31% la sceglie) dopo la Francia.

Nel nostro Paese questi turisti spendono mediamente 27.000 euro, una cifra che ci posiziona al terzo posto di un’ipotetica classifica, guidata dalla Gran Bretagna, dove il valore medio degli acquisti tax free degli Elite Shopper è di 35.000 euro.

I viaggiatori Airbnb riempiono le casse di ristoranti e bar

Nel 2018 più della metà dei visitatori stranieri in Italia ha destinato alla ristorazione l’importo risparmiato pernottando tramite Airbnb. Ovvero, il 32% dell’intero budget del viaggio. E nel 2019 faranno incassare a ristoratori e bar italiani quasi 2 miliardi di euro, il 25% in più rispetto al 2018. Una cifra che porta il nostro Paese al secondo posto in Europa e al terzo nel mondo per la spesa degli ospiti Airbnb nella ristorazione. Si tratta dei risultati di un’analisi condotta dal Centro studi di Airbnb ottenuti incrociando dati interni con un’indagine su 237.000 host e guest registrati sulla piattaforma, relativi al 2018.

Italia al terzo posto per spesa nella ristorazione

Sempre più viaggiatori desiderano cogliere lo spirito di una meta attraverso le sue tradizioni culinarie. Inoltre, bar e ristoranti sono luoghi di aggregazione in cui poter calarsi nell’atmosfera di un luogo e conoscere le persone che lo abitano. Motivo per cui il 77% dei turisti preferisce soggiornare con Airbnb.

Secondo Airbnb l’anno passato nei primi 46 mercati della piattaforma la spesa per la ristorazione da parte dei viaggiatori è stata di almeno 22 miliardi di euro, e si prevede che arriverà a 27 miliardi nel 2019, pari a 30 miliardi di dollari.

Nella classifica dei Paesi in cui i turisti hanno speso di più per mangiare e bere nel 2019 al primo posto si piazzano gli Stati Uniti (10 miliardi di dollari), seguiti da Francia (2,9 miliardi di euro) e Italia (1,8 miliardi di euro).

Il 90% degli host italiani consiglia la cucina locale

Considerando l’Italia Airbnb prevede che nel 2019 la città dove si spenderà di più per mangiare sarà Roma (289 milioni di euro), seguita da Firenze (143 milioni) e Venezia (123 milioni). La percentuale di crescita della spesa anno su anno favorirà soprattutto Napoli (+29%), seguita da Venezia (+27%) e Milano (+23%). Il capoluogo campano sarà anche quello in cui i viaggiatori dedicheranno la percentuale più alta del budget alla gastronomia locale (35%).

La Serenissima, invece, si distingue per la passione dei propri host. Il 96% di loro, il dato più alto in Italia, punta a trasmettere cultura e unicità del territorio consigliando la cucina locale.

La cucina preferita? Quella toscana

In generale, gli italiani sono tra i più attivi in questo circolo virtuoso, e in media il 90% consiglia ristoranti e bar ai visitatori accolti, contro l’84% della media globale, e più di spagnoli (87%) e francesi (82%), riporta Adnkronos. La cucina preferita dai turisti della piattaforma però è quella toscana, grazie alla quale l’impatto economico su ristoranti e bar nella regione quest’anno ammonterà a 339 milioni di euro. Una cifra che supera le stime per gli esercizi di Lazio (304 milioni di euro), e Lombardia (224 milioni di euro). Lombardia e Veneto sono però le regioni in cui la spesa dei visitatori Airbnb crescerà di più rispetto al 2018 (+26%).

Quanto guadagna un Ceo? In Italia, 10 volte un operaio

Fra un Ceo e un operaio italiano c’è un multiplo retributivo di 9,6 volte. I dati relativi al jobpricing parlano chiaro, il 93% lavoratori del settore privato a livello globale percepisce una retribuzione annua inferiore a 40.000 euro lordi. Questo vuol dire che fra il 1° e il 9° decile della curva di mercato esiste una differenza di 15.000 euro, ovvero del 65%. La disuguaglianza retributiva, inoltre, è maggiore nei Paesi a basso reddito piuttosto che in quelli ad alto reddito. E l’Italia? Si colloca al 14° posto nel ranking generale.

Dal 1985 al 2014 l’indice di disuguaglianza è cresciuto del 21%

Da uno studio dell’Osservatorio Jobpricing sulle retribuzioni emerge che in Italia dal 1985 al 2014 l’indice di disuguaglianza è cresciuto del 21%. E la quota dei lavoratori con retribuzione inferiore al 40% della media nazionale è passata dal 17,9% al 22,1%, mentre quella con retribuzione pari ad almeno 5 volte la mediana è più che raddoppiata, passando dallo 0,34% al 0,89%. Secondo lo studio, le disuguaglianze si sono probabilmente generate negli anni Ottanta e Novanta, con lo smantellamento della scala mobile e la concessione di maggiori differenziazioni tra i minimi salariali contrattati ai vari livelli d’inquadramento dei contratti collettivi. E dal Duemila in poi le differenze agli estremi della curva di distribuzione si sono fortemente ampliate.

Il gap cresce al crescere del salario orario

A livello geografico, in Italia a si registrano livelli di occupazione e retribuzioni molto differenti. Negli ultimi 10 anni il numero di occupati è cresciuto del +2,3% nel Nord e Centro mentre è calato del 4,0% al Mezzogiorno. Il tasso di occupazione è del 66,1% al Centro-Nord e fermo al 44,5% a Sud. Fra Nord e Sud il Gap retributivo è del 15%.

Altro fattore di disuguaglianza è il Gender Pay Gap, che varia dal 16% al 22%, e che in Italia nel settore privato per i lavoratori a tempo pieno è del 10%.

Il gap cresce al crescere del salario orario (21% vs. 12,8% confrontando il delta al 9° e al 1° decile della curva di distribuzione), e le sue motivazioni sono per lo più riconducibili a fattori non spiegabili, riporta Adnkronos.

Per gli under 35 la questione non è tanto il livello di retribuzione quanto averne una

Per chi in Italia è giovane, ovvero ha meno di 35 anni, la questione decisiva non è tanto il livello di retribuzione, quanto avere uno stipendio. I lavoratori sono sempre più anziani e la componente giovanile è inferiore a dieci anni fa. La quota di occupati a tempo indeterminato tra i 15 e i 34 anni nel 2018 è stata infatti del 22%. Tra il 1983 e il 2015 il valore dei salari medi annuali dei giovani tra i 15 e 29 anni rispetto a quello degli over 50 è passato dal 70% al 50%. Ma il salario d’ingresso è diminuito nello stesso periodo di circa il 20%.

Milano, Monza Brianza e Lodi, 391 milioni di euro al giorno di interscambio con l’estero

In sei mesi supera i 71 miliardi di euro il valore dell’interscambio commerciale con l’estero di Milano Monza Brianza e Lodi. Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, e di Promos Italia, la struttura del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese, sugli ultimi dati Istat, la crescita complessiva dell’import export delle tre province lombarde è del 1,5%, un miliardo in più rispetto ai 70 miliardi di euro dello stesso periodo del 2018. Una cifra pari a 391 milioni al giorno.

In particolare, le esportazioni raggiungono circa 29 miliardi, e le importazioni 43 miliardi di euro.

Un trend guidato da Milano, con +4% di export, e +2% di import

Il trend è positivo grazie soprattutto a Milano, che cresce complessivamente del 3%, di cui +4% per l’export, pari a 22 miliardi, e +2% l’import, pari a 36 miliardi.

Monza e Brianza raggiungono invece quasi 9 miliardi, di cui 5 miliardi di export e 4 di import, e Lodi 4,5 miliardi (1,5 miliardi di export e 3 miliardi di import).

L’export lombardo è guidato dal settore manifatturiero, soprattutto da macchinari (16,6% del totale), moda (13,8%), chimica (12,8%) e farmaceutica (10,9%). L’import invece è guidato soprattutto da computer e apparecchi elettronici, che risultano il 16,7% dell’import totale.

L’interscambio commerciale raggiunge soprattutto l’Unione Europea

L’interscambio di Milano, Monza Brianza e Lodi raggiunge soprattutto l’Unione Europea, ma per Milano i principali Paesi partner per l’export sono gli Stati Uniti (2,6 miliardi) e la Svizzera (1,9 miliardi), mentre nell’import prevale lo scambio con la Germania (7,5 miliardi di euro).

Lodi invece esporta soprattutto in Francia (265 milioni) e importa dalla Cina (727 milioni), mentre per Monza Brianza il principale partner commerciale è la Germania, sia per l’import (752 milioni) sia per l’export (743 milioni).

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sul podio

La Lombardia nel primo semestre del 2019 ha superato i 132 miliardi di interscambio, e risulta stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un valore pari al 29% del totale italiano, che arriva a 453 miliardi di euro.

La Lombardia è quindi prima in classifica, seguita da Veneto, con 57 miliardi, ed Emilia Romagna (52 miliardi).

In particolare, in Lombardia, l’export ammonta a 64 miliardi circa su 238 miliardi nazionali (26,8%), e l’import a 68 miliardi, su 216 miliardi a livello nazionale. Pari al 31,7% del totale.

Aumentano i lavoratori, ma non il lavoro

Secondo i dati Istat, a maggio i contratti a tempo indeterminato crescono dello 0,2% rispetto al mese di aprile, i contratti a termine crescono dello 0,4%, e gli autonomi, a trattamento fiscale di favore, crescono dello 0,6%.

Sono nuovi lavoratori indipendenti o ex dipendenti riconvertiti per ovvie convenienze fiscali? “L’Istat ci dice che cresce il numero delle persone occupate. Ma i dati Istat trionfalmente esibiti comunicano indicazioni più realistiche: ci sono più lavoratori e meno lavoro”, spiega l’economista Claudio Negro, nella rivista Mercato del lavoro news, il periodico della Fondazione Anna Kuliscioff.

Continuano a crescere i contratti a termine

“Su base annua – commenta Nigro – i lavoratori stabili crescono dello 0,4%, ma quelli a termine dello 0,6%. Non sembrerebbe un risultato fenomenale, anche se senz’altro positivo”. Secondo Nigro questi dati sembrano indicare che il Decreto Dignità “è riuscito solo marginalmente a modificare i rapporti tra assunzioni a termine e assunzioni a tempo determinato: la crescita delle prime è ancora superiore alla crescita delle seconde. Inoltre i contratti permanenti sono tornati quasi ai livelli pre-crisi e paiono essersi stabilizzati poco sotto i 15 milioni, mentre i contratti a termine continuano a crescere, sia pure a ritmi più contenuti, e sono ormai oltre il 30% in più del periodo pre-crisi”.

“Il calo del tasso di disoccupazione di 0,2 punti è da prendere con le pinze”

Anche il calo del tasso di disoccupazione di 0,2 punti “è da prendere con le pinze”, sottolinea l’economista, e bisogna “valutarne bene le sfaccettature: in particolare stavolta è da segnalare che il risultato positivo è dovuto all’aumento degli occupati mentre è rimasto fermo il tasso di inattività, da settembre 2018 fermo tra il 34,3% e il 34,4%”.

Poiché questo indicatore è composto dalla somma di persone che né lavorano né cercano lavoro dimostra che un terzo della popolazione resta esclusa o si esclude dal mercato del lavoro. “Esattamente il contrario di quello che servirebbe per avviare una politica di crescita”, aggiunge l’economista.

“Ridistribuire il lavoro esistente non favorisce lo sviluppo, ma crea decrescita”

“Il punto debole è che le ore lavorate non crescono in proporzione al numero degli occupati -rimarca Negro-. Le ore totali lavorate nel primo trimestre 2008, prima dell’inizio delle crisi, erano state quasi 11,6 miliardi. Quelle del primo trimestre 2019 sono un po’ sotto gli 11 miliardi, esattamente la differenza è di 555 milioni di ore. Ma, posto che il numero degli occupati è quasi pari a quello ante crisi, vuol dire che è molto basso il numero di ore lavorate per addetto”, dichiara Nigro. E dalle Serie Storiche Istat ricaviamo che se nel 2015 le ore lavorate erano salite a 103,5 nel secondo trimestre 2018 sono scese a 102, riporta Adnkronos.

“La diminuzione delle ore lavorate pro capite spiega due fenomeni”, spiega ancora Nigro, la sostanziale stagnazione del Pil e quella dei salari, che dal 2012 sono cresciuti soltanto dello 0,16% annuo.

Insomma, “continuare a ridistribuire il lavoro esistente non favorisce lo sviluppo – aggiunge l’economista – ma crea decrescita”.