Le app più usate possono minacciare la privacy: è il prezzo della comodità

Social media, app di e-commerce, fitness e health tracking: ormai non se ne può più fare a meno. Ma se da un lato queste applicazioni offrono numerose comodità, dall’altro raccolgono e condividono enormi quantità di dati personali, esponendo gli utenti a potenziali rischi per la sicurezza.

Con l’aumento del tracciamento dei dati e dell’analisi predittiva basati sull’Intelligenza artificiale, i rischi per la privacy legati a queste app sono sempre più significativi.
In occasione del Data Privacy Day, Kaspersky mette in evidenza i rischi per la privacy, spesso trascurati, legati all’uso delle applicazioni più diffuse.

Costantemente monitorarti dai social media

Solo nel 2024, Kaspersky ha rilevato oltre 49 miliardi di casi a livello globale in cui i web tracker hanno raccolto dati sul comportamento degli utenti attraverso le app. 

Molte delle app utilizzate quotidianamente e senza pensarci troppo, raccolgono silenziosamente numerose informazioni sensibili. Tra le applicazioni più preoccupanti alcuni social media, che monitorano costantemente la posizione dell’utente, le abitudini di navigazione, e addirittura i dati vocali.
Le app di social media possono poi accedere alle gallerie fotografiche dei dispositivi e usare l’AI per analizzare immagini e metadati, rivelando potenzialmente la localizzazione geografica dell’utente.

Dati ceduti a terze parti

Anche le applicazioni per lo shopping raccolgono dati relativi alla cronologia degli acquisti, la posizione e perfino la presenza offline nei pressi dei negozi fisici.
I retailer possono quindi tracciare i movimenti dei clienti, sia online sia offline, creando un profilo dettagliato delle loro abitudini e dei loro comportamenti di acquisto.

Ovviamente, le app per la salute e il fitness non sono da meno nel contribuire a creare un’immagine precisa dell’utente. Raccogliendo alcuni dei dati personali più riservati, come i parametri di salute e le abitudini quotidiane, potrebbero facilmente condividerli con terze parti.

Facile lasciarsi conquistare dalle novità senza riflettere

“Sebbene la tecnologia sia ormai parte integrante della nostra vita è facile lasciarsi conquistare da nuove applicazioni e dispositivi senza riflettere sui potenziali rischi in termini di privacy – dichiara Anna Larkina, Security e Privacy Expert di Kaspersky -. Molte app sono progettate per sorprenderci con la loro praticità e le funzioni basate sull’Intelligenza artificiale, ma spesso raccolgono dati in continuazione, senza che la maggior parte degli utenti ne sia consapevole”.

Nel futuro la privacy sarà un lusso?

“Guardando al futuro – aggiunge Larkina -, con la diffusione degli smart device e delle app basate sull’AI, sarà ancora più difficile capire chi ha accesso ai nostri dati e per quale scopo. Il rischio è che si crei un mondo digitale in cui la privacy non è più un valore predefinito, ma un lusso. È dunque fondamentale che gli utenti facciano un passo indietro, verifichino le autorizzazioni e chiedano maggiore trasparenza prima di permettere alle app di accedere alla loro vita personale”

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AI e phishing: perché i nuovi attacchi fanno cadere in trappola anche gli esperti?

L’evoluzione dell’Intelligenza artificiale ha trasformato le modalità di attacco dei cybercriminali. Una tendenza preoccupante è il suo utilizzo per perfezionare gli attacchi di phishing, rendendoli sempre più mirati, sofisticati e difficili da riconoscere. Tanto che anche i dipendenti più esperti cadono in queste truffe.

Secondo uno studio di Kaspersky, nell’ultimo anno il numero di attacchi informatici subiti dalle aziende italiane è aumentato del 45%. Tra le minacce più comuni proprio il phishing, segnalato da poco più della metà (52%) degli italiani.
Con l’adozione sempre più diffusa dell’AI da parte dei cybercriminali, il 52% degli intervistati prevede un ulteriore aumento degli attacchi di phishing nei prossimi mesi.

Una rivoluzione per frodi e truffe

In passato, gli attacchi di phishing prevedevano l’invio di messaggi generici a migliaia di persone, sperando che qualcuno cadesse nella truffa.
L’Intelligenza artificiale ha rivoluzionato questo approccio, permettendo di generare e-mail altamente personalizzate e in grandi quantità.

Sfruttando le informazioni pubbliche, come quelle presenti su social media, siti web aziendali e offerte di lavoro, gli strumenti basati sull’AI sono in grado di creare messaggi su misura per il ruolo, gli interessi e lo stile di comunicazione di ogni singolo utente.
Ad esempio, un cfo potrebbe ricevere una falsa e-mail che riproduce perfettamente il tono e lo stile dei messaggi del ceo, con riferimenti precisi a eventi aziendali recenti.

Personalizzazione e perfezionamento

Questo livello di personalizzazione rende estremamente difficile distinguere le comunicazioni legittime da quelle fraudolente.
Poi ci sono i deepfake. In un recente caso gli attaccanti hanno utilizzato questa la tecnologia per impersonificare diversi soggetti durante una videoconferenza, convincendo un dipendente a trasferire circa 25,6 milioni di dollari.

Ma grazie all’aiuto dell’AI i cybercriminali possono anche manipolare lo script dei sistemi di filtraggio tradizionali delle e-mail.
Analizzando e replicando modelli di e-mail legittime, le e-mail di phishing generate dall’AI riescono spesso a eludere il rilevamento da parte dei software di sicurezza. E gli algoritmi di machine learning possono perfezionare in tempo reale le campagne di phishing, aumentando le probabilità di successo e rendendo gli attacchi sempre più sofisticati.

Annullare lo scetticismo e sfruttare la psicologia

Il livello di realismo e personalizzazione che l’AI è in grado di raggiungere può annullare lo scetticismo che mantiene cauti i professionisti più esperti. Inoltre, questi attacchi sfruttano abilmente la psicologia umana, facendo leva sull’urgenza, la paura o l’autorità, per indurre i dipendenti ad agire d’impulso senza verificare l’autenticità delle richieste.

Per difendersi dagli attacchi di phishing basati sull’AI le aziende devono adottare un approccio proattivo e multilivello alla cybersecurity. È fondamentale che i dipendenti ricevano una formazione periodica e sempre aggiornata in materia di sicurezza informatica.
Inoltre, le aziende dovrebbero implementare soluzioni di sicurezza avanzate, e un modello ‘zero-trust’, in grado di minimizzare i danni in caso di attacco poiché limita l’accesso ai dati e ai sistemi sensibili.

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Lavoro: nel 2025 “vola” la richiesta di professionisti It

Il 2025 potrebbe rappresentare un punto di svolta per il mercato del lavoro in ambito tecnologico. Secondo Hunters Group, società specializzata nella selezione di personale qualificato, la richiesta di esperti in intelligenza artificiale, data analysis e cybersecurity è destinata ad aumentare del 10%. “L’accelerazione della digitalizzazione e l’evoluzione delle tecnologie stanno trasformando il panorama professionale”, afferma Luca Balbo, executive manager della divisione Ict & Digital di Hunters Group.

La necessità di figure altamente specializzate si accompagna a interessanti prospettive di carriera e retribuzioni competitive, anche in un contesto economico generale ancora complesso.

Le figure professionali più richieste

Il settore tecnologico sta attirando sempre più aziende verso competenze chiave. Tra i profili più ricercati nei prossimi mesi spiccano ingegneri specializzati in intelligenza artificiale, analisti di dati e esperti di sicurezza informatica.

Ingegneri in intelligenza artificiale e machine learning

Questi professionisti progettano algoritmi e sistemi in grado di apprendere autonomamente dai dati, con applicazioni che spaziano dalla creazione di modelli predittivi all’automazione avanzata.

Le competenze richieste includono la programmazione avanzata e la capacità di lavorare con reti neurali e tecnologie di apprendimento automatico. In Italia, la retribuzione annua parte da 40.000 euro per i profili junior e può superare i 70.000 euro per quelli senior.

Data analyst e data scientist

I data analyst elaborano e interpretano grandi quantità di dati per fornire informazioni strategiche alle aziende, mentre i data scientist si occupano di sviluppare modelli complessi per anticipare tendenze e ottimizzare processi.

Con retribuzioni annue comprese tra 40.000 e 65.000 euro, questi ruoli offrono opportunità di crescita in linea con l’importanza crescente dei dati per le decisioni aziendali.

Analisti di cybersecurity

In un mondo sempre più digitalizzato, la sicurezza informatica è diventata una priorità. Gli analisti di cybersecurity proteggono reti e sistemi aziendali, implementando soluzioni per prevenire attacchi e garantire la sicurezza dei dati sensibili.

Le retribuzioni iniziano da 28.000 euro annui e possono arrivare a 37.000 euro con l’esperienza.

Un presente pieno di opportunità

L’anno 2025 promette di essere particolarmente dinamico per il settore tecnologico, con una crescente domanda di competenze avanzate e specializzate.

I professionisti pronti ad affrontare queste sfide potranno beneficiare di nuove prospettive di carriera e contribuire all’innovazione in settori strategici per lo sviluppo globale.

Fiducia di consumatori e imprese: luci e ombre a dicembre 2024

A dicembre 2024, gli indicatori di fiducia mostrano un quadro altalenante. L’indice del clima di fiducia dei consumatori registra un lieve calo, scendendo da 96,6 a 96,3, mentre il clima di fiducia delle imprese segna un incremento, passando da 93,2 a 95,3.

I dati diffusi dall’Istat riflettono percezioni divergenti tra cittadini e operatori economici.

Consumi: incertezza sul futuro

Tra i consumatori, si abbassano le aspettative sulla situazione economica del Paese e sulla disoccupazione. Il clima economico è percepito in calo (da 97,8 a 96,1) e quello relativo al futuro scende leggermente (da 93,8 a 93,3). Tuttavia, il clima personale mostra un modesto miglioramento (da 96,2 a 96,4), mentre il clima corrente resta pressoché invariato (da 98,7 a 98,6). Questi dati indicano che, sebbene le prospettive economiche generali siano viste con maggiore scetticismo, resta stabile la percezione della propria condizione.

Imprese: segnali positivi nei servizi, difficoltà nell’industria

Per quanto riguarda le imprese, l’indice di fiducia mostra dinamiche differenziate tra settori. Nel comparto industriale, la fiducia diminuisce sia nella manifattura (da 86,5 a 85,8) sia nelle costruzioni (da 101,5 a 100,9). Al contrario, i servizi trainano la crescita complessiva: nei servizi di mercato, l’indice sale in modo significativo (da 93,9 a 99,6), mentre nel commercio al dettaglio l’aumento è marginale (da 106,8 a 106,9).

Analisi delle componenti: differenze tra settori

Nella manifattura migliorano solo le attese di produzione, mentre nelle costruzioni peggiorano tutte le variabili. Nei servizi di mercato, invece, tutte le componenti dell’indicatore mostrano segni di miglioramento, evidenziando un’ampia fiducia nel settore.

Per il commercio al dettaglio, migliorano i giudizi sulle vendite, ma le scorte vengono percepite in accumulo. Infine, si riducono le previsioni sulle vendite future.

Il commento: “imprese in ripresa, consumatori preoccupati”

Il mese di dicembre segna un ritorno alla crescita per il clima di fiducia delle imprese, grazie soprattutto ai servizi di mercato, con settori come informazione, comunicazione e servizi alle imprese che guidano il recupero.

Sul fronte dei consumatori, invece, la fiducia cala per il terzo mese consecutivo, riflettendo preoccupazioni legate alla situazione economica generale, alla disoccupazione e alle difficoltà percepite nel risparmio e nella gestione del bilancio familiare.

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Fintech & Insurtech: in Italia cresce e cambia pelle

Il Fintech & Insurtech italiano appare in salute. Per il secondo anno consecutivo, i ricavi mediani per startup sono in aumento (+29%), con una previsione di 450.000 euro nel 2024, segnale di un ecosistema che nel suo complesso continua a crescere.

A fine 2024 si contano 596 startup (622 nel 2023), tra nuove realtà annunciate, alcune chiusure, e diverse M&A. Le startup esistenti hanno rafforzato la propria posizione attraverso sinergie con partner industriali e finanziari, dimostrando capacità di adattamento e resilienza. Inoltre, migliora la profittabilità (il 44% prevede il break-even entro fine anno), e dimostrano pragmatismo nel gestire le risorse disponibili, privilegiando l’efficienza operativa e gli investimenti strategici.
Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.

Raccolti 250 milioni di euro tra equity e strumenti convertibili

Il contesto è vivace anche nell’assunzione di personale: il 76% delle startup ha posizioni aperte, soprattutto per rafforzare R&D, vendita e marketing.
Circa due terzi poi (63%) hanno raccolto capitali dalla loro fondazione a oggi, e tra queste, il 31% lo ha fatto nel 2024 (20% del totale).

Complessivamente, nell’anno in corso sono stati raccolti 250 milioni di euro tra equity e strumenti convertibili, +44% rispetto al 2023, prevalentemente attraverso Business Angel e Venture Capitalist.
Molte realtà, però, ancora faticano ad attrarre capitali sufficienti per sostenere ricerca, sviluppo e crescita. Il 46% è impegnato nella ricerca fondi e solo il 12% ha identificato investitori adeguati al round pianificato, prevalentemente Seed o Series A.

“Lo scenario richiede agilità e capacità di adattamento”

I round sono spesso destinati allo sviluppo del prodotto più che all’espansione in nuovi mercati o a diversificare la clientela. E l’ammontare dei fondi è generalmente contenuto: oltre il 50% delle richieste è inferiore a 2 milioni di euro.

“Gli ultimi due anni sono stati molto positivi per Banche e Assicurazioni. Ora lo scenario segnato da volatilità dei tassi di interesse e incertezze politiche e nuovi rischi richiede agilità e capacità di adattamento agli operatori del settore -afferma Marco Giorgino, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. Gli incumbent stanno ridefinendo le loro strategie, esplorando possibilità di fusioni e acquisizioni per creare sinergie, ampliare la gamma di servizi e migliorare l’efficienza operativa. Allo stesso tempo, agiscono come driver di innovazione attraverso investimenti in progetti digitali interni e sostenendo le startup emergenti”.

L’impatto tecnologico e normativo sul settore finanziario assicurativo

Nonostante la difficoltà d’accesso ai capitali le startup Fintech e Insurtech si confermano come motore fondamentale dell’innovazione nel settore. “La capacità di sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate e introdurre nuovi modelli di business sta contribuendo alla modernizzazione dell’intera industria finanziaria – spiega Laura Grassi, direttrice dell’Osservatorio -. Recenti interventi legislativi hanno riconosciuto l’importanza strategica di queste realtà e il sostegno istituzionale mira a promuoverne la crescita, valorizzando il loro ruolo nel portare avanti soluzioni all’avanguardia che rispondono alle nuove esigenze del mercato. Inoltre, anche a livello europeo, alcune importanti evoluzioni normative avranno impatti significativi e tangibili sul settore”.

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Audio entertainment, un successo che cresce 

L’Audible Compass 2024, uno studio realizzato da Audible in collaborazione con Verian, conferma il trend positivo dell’audio entertainment in Italia. Quest’anno, il 76% degli italiani ha ascoltato almeno un audiolibro, un podcast o una serie audio.

Tradotto in percentuali, significa un incremento del 6% rispetto al 2023 e dell’11% rispetto al 2022, dimostrando come i contenuti audio siano sempre più apprezzati.

Audiolibri e lettura tradizionale: un rapporto sinergico

Lo studio evidenzia un forte legame tra audiolibri e libri tradizionali. L’84% di chi ascolta audiolibri dichiara di leggere più libri proprio grazie a questo formato, mentre il 74% afferma di aver aumentato complessivamente la propria attività di lettura, sia su carta sia in digitale. Il dato sottolinea che audiolibri e lettura tradizionale non sono rivali, ma strumenti complementari che arricchiscono l’esperienza narrativa.

I titoli più amati del 2024

Anche quest’anno, la classifica degli audiolibri più ascoltati su Audible.it offre una selezione diversificata. Al primo posto si conferma un classico intramontabile, La compagnia dell’Anello di J.R.R. Tolkien, narrato da Massimo Popolizio. Seguono Cuore nero di Silvia Avallone, letto da Chiara Francese, e L’età fragile di Donatella Pietrantonio, interpretato da Elena Lietti.

Tra i preferiti spiccano anche L’orizzonte della notte di Gianrico Carofiglio, letto dall’autore, e L’educazione delle farfalle di Donato Carrisi, con le voci di Angela Brusa e Alberto Angrisano. Non mancano successi internazionali come Un animale selvaggio di Joel Dicker, narrato da Paolo Buglioni.

Le preferenze degli ascoltatori

I generi più apprezzati continuano a essere letteratura e narrativa, insieme al thriller, entrambi scelti dal 48% degli ascoltatori. Seguono storia, fantascienza e fantasy (37%) e, infine, salute e benessere (36%).

Un elemento decisivo nella scelta degli audiolibri è la voce del narratore: il 78% degli ascoltatori considera fondamentale il narratore, mentre il 64% cerca attivamente titoli letti da voci di loro gradimento. Il trend, dunque, indica anche un’evoluzione dei gusti degli utenti verso esperienze coinvolgenti e personalizzate.

Natale 2024: sotto l’albero tante entrate extra per gli italiani

Dal Bonus Natale, che consiste in 100 euro una tantum per le famiglie con figli a carico, alla tredicesima direttamente in busta paga per i lavoratori dipendenti e i pensionati, fino alla la quattordicesima, sono tante le entrate extra che nell’ultimo mese dell’anno arricchiranno lo stipendio di molti italiani.

Insomma, un vero e proprio ‘tesoretto’ da utilizzare per i regali da mettere sotto l’albero, oppure per saldare i conti di fine anno. O ancora, da mettere nel salvadanaio e tenere da parte per le emergenze.
E per i meno abbienti, ci sarà anche un importo aggiuntivo di 155 euro, che interesserà, in particolare, gli anziani con i redditi più bassi.

La tredicesima spetta a 35 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati

Per quanto riguarda la tredicesima, a dicembre 2024 la ulteriore mensilità è attesa da circa 35 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, rispettivamente 19 e 16 milioni, per un valore complessivo di circa 41 miliardi, e un assegno medio di circa 1.170 euro.

I pensionati dovrebbero ricevere la tredicesima tra l’ultima settimana di novembre e il primo giorno di dicembre, esclusa la domenica.
Lo stipendio aggiuntivo per i lavoratori può arrivare invece con lo stipendio dell’ultimo mese dell’anno, o il cedolino separato, prima del 24 dicembre.

Bonus Natale: 100 euro una tantum per le famiglie con figli

Quanto al bonus Natale 2024 è la misura dedicata alle famiglie con figli a carico. Si tratta di  un’indennità una tantum pari a 100 euro, introdotta con il Decreto Legge n. 113/2024, convertito in Legge n. 143/2024, destinata ai lavoratori dipendenti che soddisfano determinati requisiti reddituali e familiari.
Sono 4,6 milioni i dipendenti, privati e pubblici, che potranno ricevere il contributo. La platea è stata estesa rispetto al numero inizialmente previsto, di conseguenza, sono salite anche le risorse necessarie, passate da 100 milioni a 350 milioni.

La differenza arriverà dal gettito del concordato preventivo, che è stato riaperto fino al 12 dicembre proprio per reperire le risorse necessarie agli interventi sui redditi.
Il beneficio spetta ai nuclei con redditi fino a 28.000 euro, che dovranno richiedere l’aiuto con l’autocertificazione, e superiori alla soglia di incapienza (8.174 euro) in misura sufficiente da garantire che l’imposta lorda sia superiore alla cifra del beneficio.

Pensione più sostanziosa per 400.000 redditi minimi

Anche per i pensionati quest’anno c’è una bella notizia. Con l’assegno di dicembre arriverà un importo aggiuntivo di 154,94 euro per le 400.000 persone con i redditi più bassi. Ovvero, che non devono superare il trattamento annuale minimo Inps di 7.781,93 euro.
Ma è in arrivo anche la quattordicesima, che spetta a 200.000 persone che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dei 64 anni dal primo agosto 2024 (pensioni gestite nei sistemi integrati) al 31 dicembre 2024.

La quattordicesima spetta però anche ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2024 e che rientrano nei limiti anagrafici e reddituali normativamente previsti.
L’assegno, come di consueto, viene attribuito d’ufficio insieme alla rata di dicembre e in base al numero dei mesi dell’anno in cui è stata erogata la pensione.

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Quanto impattano oggi i costi energetici sui bilanci familiari?

Negli ultimi anni, l’aumento dei costi energetici ha inciso pesantemente sui bilanci delle famiglie italiane, diventando una delle principali voci di spesa per la casa.

Un recente sondaggio condotto da tado, produttore di termostati intelligenti, ha evidenziato che oltre l’80% degli italiani prevede, anche per i prossimi tre anni, costi alle stelle per le bollette energetiche. Questo timore è sostenuto dai dati sulle tariffe: dal 2021 il prezzo dell’energia ha registrato aumenti importanti, complicati ulteriormente dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Consapevolezza e preoccupazione: il sentiment degli italiani verso i consumi domestici

Oltre metà degli intervistati ha dichiarato di sentirsi oggi più preoccupata per le spese di riscaldamento rispetto a cinque anni fa. Con aumenti del 30% per il gas e dell’8,8% per l’elettricità nell’ultimo trimestre, molte famiglie stanno cercando soluzioni efficaci per contenere i consumi.

Secondo Christian Deilmann, CPO di tado, il controllo del consumo energetico è fondamentale per affrontare l’aumento dei costi. In linea con questo, il 64% degli intervistati italiani ha dichiarato di voler adottare misure per risparmiare energia, come l’installazione di pannelli solari, l’isolamento degli edifici e l’uso di pompe di calore.

Tecnologia e risparmio: il contributo dei termostati intelligenti

Tra le soluzioni più apprezzate emerge l’utilizzo di termostati intelligenti, che possono aiutare a ridurre i costi di riscaldamento e acqua calda fino al 22%. I dispositivi moderni, per esempio, consentono un controllo preciso della temperatura in ogni stanza, riducendo i consumi in modo efficiente.

Funzioni come la programmazione automatica, il controllo stanza per stanza e la rilevazione di finestre aperte sono molto apprezzate dagli utenti. 

Semplici consigli per risparmiare energia

Alcune buone abitudini possono aiutare le famiglie italiane a ridurre i costi energetici. Le pratiche da adottare sono semplici e sempre le stesse. Ad esempio, è utile scegliere dispositivi che regolino automaticamente il riscaldamento. I termostati Tado, ad esempio, abbassano la temperatura quando si esce di casa o spengono il riscaldamento se rilevano una finestra aperta.

Anche migliorare l’isolamento della casa aiuta a ridurre i costi: controllare le guarnizioni di porte e finestre ed effettuare eventuali riparazioni evita la dispersione di calore. Un buon isolamento delle pareti, del tetto e delle finestre contribuisce a mantenere il calore all’interno. È utile inoltre sfruttare il calore solare: aprire le tende durante il giorno e chiuderle di notte aiuta a conservare il calore.

Perchè gli italiano sono bocciati in educazione finanziaria?  

Secondo l’Edufin Index, sviluppato da Alleanza Assicurazioni in collaborazione con Fondazione Mario Gasbarri e Sda Bocconi, oltre un italiano su dieci, il 12%, risulta completamente “analfabeta” in ambito finanziario e assicurativo. Solo il 40% degli intervistati ottiene una conoscenza sufficiente, con un livello medio che si attesta a 56 su una scala da zero a cento.

Le difficoltà maggiori sono riscontrate soprattutto tra le donne, gli abitanti del Sud e i giovani tra i 18 e i 25 anni, che riportano un livello di competenza inferiore rispetto alla media.

Disparità di genere e impatto sociale

Tra le donne in coppia si registra una minore influenza nelle decisioni economiche rispetto ai loro partner, persino quando sono loro le principali percettrici di reddito. Questo divario le espone a potenziali situazioni di fragilità economica, con un rischio elevato di subire forme di violenza economica. Tuttavia, il “gender gap” tende a scomparire nelle decisioni finanziarie delle donne single, che risultano alla pari con gli uomini.

La rappresentazione femminile nel settore assicurativo si dimostra cruciale: il 50% delle consulenti di Alleanza Assicurazioni sono donne, impegnate nel progetto “Donne che parlano alle donne di denaro”, con oltre 6.000 eventi formativi realizzati in tutta Italia e più di 380.000 partecipanti.

La finanza sui banchi di scuola

Nel 2023, il forte aumento di inflazione e tassi di interesse ha spinto molte persone a interessarsi a tematiche finanziarie, migliorando di sette punti percentuali la conoscenza media fino a raggiungere il 41%. Un ulteriore miglioramento si attende con l’introduzione dell’educazione finanziaria nella scuola primaria, inserita nei programmi di educazione civica.

Questa novità è stata accolta con favore da docenti e genitori, con due insegnanti su tre e otto genitori su dieci che giudicano positivamente l’iniziativa.

Iniziative per l’autonomia economica

Barbara Lucini, responsabile della sostenibilità di Generali Italia, ha suggerito di seguire l’esempio francese, dove l’obbligo di avere un conto corrente personale per ricevere lo stipendio ha portato a un aumento dell’uguaglianza di genere e dell’autonomia finanziaria delle donne. A sostegno di questo approccio, il rettore della Bocconi, Francesco Billari, ha evidenziato la necessità urgente di migliorare l’educazione finanziaria dei giovani, spiegando che, sebbene le famiglie cerchino di sopperire alle carenze scolastiche, è essenziale un intervento strutturato nelle scuole per colmare il divario esistente.

L’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria è ormai riconosciuta come determinante per il benessere e la stabilità sociale, e per questo motivo diverse istituzioni e operatori del settore auspicano un’azione congiunta per promuoverne la diffusione nel Paese.

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L’evoluzione dell’eCommerce in Italia: un settore che vale 58,8 milioni di euro

Nel 2024, l’eCommerce rappresenta il 13% del totale del mercato retail italiano, registrando un lieve aumento rispetto al 12,5% del 2023. Questo trend positivo riflette una crescita costante, spinta dall’adozione di nuove tecnologie e dal cambiamento delle abitudini di consumo. I settori che trainano questa crescita sono l’Arredamento e il Home Living (+12%), il Beauty&Pharma (+12%) e il Food&Grocery (+7%).

Seguono Informatica ed Elettronica di consumo (+5%), Abbigliamento (+5%) e Auto e Ricambi (+4%). Anche i servizi continuano a crescere, con il Turismo e i Trasporti che registrano un +8%, mentre le Assicurazioni segnano un +5%.

I numeri dell’eCommerce B2c nel 2024

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, nel 2024 gli acquisti online B2c degli italiani raggiungeranno i 58,8 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.

Di questi, 20,6 miliardi sono legati ai servizi, con il Turismo e i Trasporti come settori principali, mentre gli acquisti di prodotti online valgono 38,2 miliardi (+5%).

L’importanza dell’innovazione tecnologica

La crescita dell’eCommerce non si basa solo sull’aumento delle vendite, ma anche sull’innovazione tecnologica. Il commercio digitale si sta evolvendo verso l’ottimizzazione dei processi e l’adozione di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (AI) e la realtà estesa (XR).

L’AI è già utilizzata in vari ambiti del processo di acquisto, dalla promozione e gestione del marketing alla logistica e sicurezza nei pagamenti. Anche la realtà estesa offre nuove opportunità, come i sistemi di “virtual try-on” che migliorano l’esperienza di acquisto online.

Consumi più consapevoli e il futuro dell’eCommerce

Parallelamente all’innovazione tecnologica, si stanno affermando modelli di consumo più sostenibili. Sempre più consumatori scelgono prodotti di seconda mano, specialmente nei settori dell’abbigliamento e dell’arredamento. Molti brand stanno rispondendo a questa tendenza, integrando l’usato nelle loro strategie di mercato.

Omnicanalità e Unified Commerce

Oggi, l’eCommerce non si limita alla vendita di prodotti, ma punta a creare una relazione più interattiva e coinvolgente con il cliente. L’omnicanalità, supportata dall’Unified Commerce, consente di offrire un’esperienza integrata tra canali fisici e digitali, garantendo coerenza su ordini, clienti e sistemi di pagamento.

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